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Siria, nonostante l'amnistia prosegue la repressione: assalto al dormitorio dell'Università

Assad SiriaNonostante il Presidente siriano, Bashar al Assad, abbia annunciato ieri l'intenzione di concedere una amnistia generale per coloro che sono stati incarcerati per le proteste contro il regime, prosegue senza soste una durissima repressione.

È di cinque morti il bilancio odierno in Siria della repressione ad opera delle forze di sicurezza governative. Tre attivisti sono stati uccisi nella provincia centrale di Homs, teatro da mesi di una dura contestazione nei confronti del presidente Bashar al-Assad. L'attivista Bilal Ahmed ha invece reso noto che due persone sono morte e 10 sono rimaste ferite negli attacchi sferrati stamani dalle truppe dell'esercito siriano nella zona di Zabadani, vicino al confine con il Libano.

Ma non è successo solo questo, almeno 13 studenti sono rimasti feriti la notte scorsa ad Aleppo, nel Nord della Siria, quando le forze di sicurezza di Assad hanno attaccato il dormitorio dell'università. La denuncia e' arrivata nella mattinata dai Comitati locali che coordinano l'opposizione. L'attacco è stato compiuto contro studenti dell'opposizione, in particolare al terzo e quarto piano del dormitorio. Numerose ambulanze sono state viste arrivare sul posto per soccorrere i feriti. Secondo L'Osservatorio siriano per i diritti umani, di base a Londra, sempre nell'Università di Aleppo le forze di sicurezza hanno arrestato nove studenti, "colpevoli" di aver urlato «Allaa Akbar» (Dio è Grande) all'interno del campus universitario.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha definito «inaccettabile» la situazione in Siria e si è augurato che il Consiglio di Sicurezza agisca in maniera più «coerente e seria» per fermare le violenze. «La situazione è arrivata a un punto inaccettabile. Spero che il Consiglio di Sicurezza tratti la crisi in modo serio e coerente», ha detto Ban in una conferenza stampa ad Abu Dhabi.

Secondo quanto ha denunciato l'Onu, sono oltre 14mila le persone arrestate dall'inizio delle proteste, lo scorso marzo. L'amnistia annunciata dal presidente, Bashar al-Assad, permetterà, secondo l'avvocato siriano Anwar al-Bunni presidente del Centro per i diritti umani della Siria, il rilascio solo di una minima parte di questi detenuti, dato che dichiara l'avvocato: "Considereremo (l'amnistia, ndr) una decisione positiva solo quando saranno rilasciati tutti i detenuti politici".

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