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Sciopero generale in Nigeria: una prima vittoria

  • Scritto da  Roberto Maggio
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È trascorsa una settimana dall'inizio dello sciopero generale a oltranza in Nigeria contro l'aumento dei prezzi del petrolio, e l'inflazione che ne derivava, di cui abbiamo parlato diffusamente in altri due articoli (1/2).

 

I sindacati nigeriani hanno deciso di sospendere le manifestazioni di piazza per ragioni di sicurezza, ma proseguiranno lo sciopero generale che paralizza il Paese da una settimana, una protesta provocata dall'aumento dei prezzi del carburante. «Siamo arrivati alla conclusione che dobbiamo rimanere a casa, evitare di scendere in strada, per esser certi di non mettere in pericolo delle vite innocenti», ha dichiarato alle televisioni locali un responsabile sindacale, Omar. 

È stato lui a riferire che il presidente nigeriano avrebbe «deciso di sospendere l'ipotesi di una liberalizzazione completa» del mercato del carburante. I sindacati, però, non hanno giudicato sufficiente questo impegno per annunciare la fine dello sciopero, che sarà decretata solo a condizione del ritorno del prezzo della benzina ai livelli del primo gennaio.

Il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan, infatti, ha annunciato oggi un taglio del prezzo della benzina. Con un discorso televisivo questa mattina, Jonathan ha dichiarato che il prezzo scenderà a 97 naira (0,64 dollari) al litro. Il primo gennaio il governo nigeriano aveva deciso di metter fine ai sussidi per la benzina, con l'obiettivo di usare i fondi per raffinerie ed infrastrutture. I prezzi sono subito schizzati da 65 a 200 naira al litro, ovvero da 0,41 a 1,25 dollari.

Nonostante ciò alcune migliaia di manifestanti sono egualmente scesi in piazza nella mattinata di oggi. I soldati nigeriani hanno tentato di disperderli. Erano riuniti sulla strada che porta verso il centro delle manifestazioni dei giorni scorsi a Lagos dove erano schierati i soldati armati. Questa mattina i soldati a bordo di camion e di blindati leggeri hanno cominciato a girare per non dare modo ai manifestanti di radunarsi.

Si tratta quindi di una prima vittoria dei sindacati contro il governo nigeriano e le sue politiche neoliberiste. Ma i sindacati sembrano intenzionati a proseguire lo sciopero con l'obiettivo di una vittoria definitiva: il ritiro del provvedimento e il ritorno del prezzo del petrolio a 0,41 dollari.

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