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Armi leggere, l'Italia accresce le esportazioni

Il settore militare italiano non sembra soffrire le conseguenze della crisi economica. Mentre il tessuto produttivo vive una fase di bassa produttività e scarsa domanda, i produttori di armi hanno di che gioire. Secondo il Rapporto 2011 dell’Istituto di Ricerche Archivio Disarmo - condotto da Luigi Barbato e pubblicato in questi giorni - l’Italia ha aumentato nel biennio 2009-2010 l’ esportazioni di armi leggere del 10% rispetto al biennio precedente esportando complessivamente un miliardo di euro (1.024.275.398) in armi leggere ad uso civile. In particolare tra il 2009 e il 2010 la crescita si attesta a circa il 17%.

L’esportazione di armi leggere e di piccolo calibro non è sottoposta agli stessi stringenti controlli previsti per le armi da guerra. Questa divergenza fa sì che lo studio dell’Archivio Disarmo presenti dati molto diversi da quelli esibiti dal Rapporto del Presidente del Consiglio dei Ministri che annualmente viene presentato al Parlamento.

I numeri confermano la tendenza ad una forte crescita del settore il quale in poco più di dieci anni ha raddoppiato le sue esportazioni. I principali acquirenti dell’industria militare italiana restano i Paesi dell’Unione Europea e del Nord America, i quali assieme detengono quasi il 70% della produzione totale esportata. Chi, però, ha marcato l’aumento più significativo per valore sono i Paesi asiatici. Il continente è, infatti, passato dall’importazione di circa 28 milioni di euro nel biennio 2007-2008 ad oltre 142 milioni nel biennio considerato.

La ricerca dell’Archivio Disarmo sottolinea la crescita del volume di affari con Paesi sottoposti a embarghi internazionali sulle forniture di armi (Cina, Libano, Repubblica Democratica del Congo, Iran, Armenia e Azerbaijan) e verso Paesi in cui sono in atto conflitti e in cui si riscontrano gravi violazioni dei diritti umani (la Federazione Russa, la Thailandia, le Filippine, il Pakistan, l’India, l’Afghanistan, la Colombia, Israele, Congo, Kenia, Filippine ecc.). Secondo l’Istituto le armi italiane sono state utilizzate in maniera considerevole dai Governi – tutti accusati da Amnesty International di violazione dei diritti umani – impegnati a reprimere le rivolte nel nord dell’Africa. Inoltre, in crescita sono le esportazioni verso la Repubblica Democratica del Congo – Paese sottoposto a continui scontri e violenze– e verso l’Honduras, dove nel 2009 vi è stato un colpo di Stato militare seguito da una dura repressione verso i dissidenti politici. Si confermano partner economici di primo piano Russia, Malesia, Venezuela, Israele e gli Emirati Arabi Uniti.

Esportazioni italiane di armi leggere, munizioni ed esplosivi (in milioni di euro). Elaborazione Archivio Disarmo su dati Istat

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