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Anniversario: le miniere di Buggerru e il primo sciopero generale della storia italiana

Anniversario: le miniere di Buggerru e il primo sciopero generale della storia italiana

109 anni fa, a seguito della rivolta nelle miniere di Bugerru in Sardegna, e dell’uccisione di 4 minatori da parte dei Carabinieri, ci fu il primo sciopero generale in Italia. Nelle miniere di Bugerru si lavorava 12 ore al giorno, con turni mai inferiori di 9 ore, senza contratto, senza riposo, per poche lire. A seguito della decisione dei proprietari francesi della miniera di anticipare l’orario invernale, il 4 settembre partì lo sciopero che vide i carabinieri aprire il fuoco sulla folla, ammazzando quattro persone e ferendone decine. Seguirono manifestazioni in tutte le città, fino alla data del 16 settembre, che vide l’inizio di una mobilitazione che durò fino al 21.

Ad oggi, 16 settembre 2013, l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sul lavoro documenta 412 morti dall’inizio dell’anno. Nel giro di tre anni si sono persi un milione di posti di lavoro. Più di tre quarti di questi sono sotto i 35 anni. Grandi manager, non francesi ma stavolta italiani, fanno il bello ed il cattivo tempo nei propri stabilimenti a seconda di quanto le leggi dello Stato o del diritto del lavoro pongano argini alla crescita esponenziale dei loro profitti. Grandi manager che sfidano il paese, la magistratura, che sulla pelle dei lavoratori giocano la propria partita a risiko con i sindacati, con le autorità, con una politica sempre inerte, che non prende mai posizione, che non tutela mai e cede sempre ai ricatti. Giusto per fare nomi, oggi, a centonove anni dal primo sciopero generale in Italia, ci sarà una manifestazione degli operai delle acciaierie del Nord del gruppo Riva. Gli stabilimenti sono finiti sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta su Taranto e la famiglia Riva ha deciso di mettere in mobilità i 1500 lavoratori che vi lavorano nonostante non vi fosse alcun divieto per l’uso dei beni aziendali. Nessun pericolo per i lavoratori. Se non quello della rappresaglia dei soliti imprenditori che tengono sotto ricatto questo paese. 

 

 

 

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