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L’ennesima beffa a giovani e precari(e): mobilitiamoci contro il fertility day

L’ennesima beffa a giovani e precari(e): mobilitiamoci contro il fertility day

Quest’anno salutiamo l’estate con l’ennesima beffa del Governo a giovani e precari(e). Il Piano nazionale per la fertilità del Ministero della Salute sembra uno scherzo, non può essere vero. Le cartoline diffuse sul sito della campagna (chiuso dopo la giornata di lancio tra le polemiche) hanno provocato in ciascuno di noi un senso di disgusto e rabbia.

Come donne e uomini, perché ancora una volta un Governo si permette di mettere in discussione la nostra libera scelta di diventare o meno genitori. Come eterossessuali o omosessuali, perché questa campagna indegna viene proposta da uno Stato che non riconosce pari dignità a tutte le famiglie e non garantisce le condizioni per la procreazione assistita né per favorire le adozioni. Come disoccupati, precari e lavoratori perché non abbiamo reddito, diritti e welfare che ci consentano di scegliere se e quando fare un figlio. Come genitori perché siamo costretti a fare mille acrobazie per conciliare lavoro e cura, per capire a chi affidare i nostri bambini, per trovare posto in un asilo nido vicino casa. In particolare come giovani adulte perché ci sembra irricevibile l'ammonimento del Governo a "sbrigarci" come se la scarsa natalità del nostro paese fosse causata da donne bamboccione che si divertono a fare le eterne adolescenti, come se quella di diventare genitori fosse l'unica scelta "giusta".

Con un bel sorriso e la clessidra in mano la campagna pubblicitaria per il fertility day racconta meglio di molti trattati la logica del neoliberismo: scaricare sulle spalle dei singoli responsabilità che sono collettive. Con una campagna governativa e una giornata di tavole rotonde e dibattiti in cui si evidenziano solo le problematiche prettamente sanitarie della natalità (importanti ma non esclusive), si oscurano completamente i fattori sociali della denatalità: il furto di welfare e di diritti ai danni delle generazioni più giovani. Operazione perfetta per disinnescare la possibilità della lotta e dell'azione collettiva.

Ancora più ridicola ci sembra la presa di parola del Premier, sedicente ignaro della campagna, che invoca asili nidi e lavoro stabile, insomma condizioni strutturali vere. Ci chiediamo dov’è la coerenza tra queste sue parole e le politiche del Governo che hanno portato un aumento sconsiderato dei voucher (+40% nel primo semestre del 2016 rispetto al primo semestre dell’anno precedente) e non hanno avuto nessun impatto considerevole in termini di rilancio dell’economia e aumento di lavoro (i nuovi contratti a tempo indeterminato sono diminuiti del 33% nello stesso arco temporale). Con buona pace delle promesse al vento di stabilizzare i lavoratori precari.

Proprio per questo non possiamo più accontentarci di esprimere la nostra indignazione on line: il web si è riempito di post e tweet di sdegno e riprovazione, perfino di grafiche satiriche che collegano la campagna del Ministero della Salute alle campagne fasciste. Evitiamo che tutto questo finisca nel dimenticatoio, utilizziamo questa occasione per mobilitare corpi e non solo coscienze. Non ci serve solo decostruire il messaggio del Governo, ci serve costruire un'alternativa politica credibile che tenga insieme la libertà di autodeterminare la propria vita da parte delle donne e degli uomini, con la garanzia del lavoro, i diritti e il welfare sottratti alle nostre generazioni.

La nostra è una domanda collettiva: mobilitiamoci nei giorni del fertility day per mettere in campo una presa di coscienza e un movimento per riprenderci ciò che ci è stato sottratto, a partire da dignità e autodeterminazione; che immagini e costruisca un nuovo welfare, ripensi il lavoro, i suoi tempi e le sue tutele. Lo facciamo? Noi ci siamo.

Le activiste e gli activisti di ACT! - Agire Costruire Trasformare

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