Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Benvenuti in Puglia, capitale dell'energia e della Co2

Ilva di Taranto (licenza CC-BY-SA-2.0) Ilva di Taranto (licenza CC-BY-SA-2.0)

31.988 migliaia di tonnellate di CO2: "grazie" a questa cifra impressionante, la Puglia si classifica come prima regione in Italia nella produzione di anidride carbonica con il 19,5% delle emissioni nazionali per l'anno 2013 («Report emissioni 2013-2014» di Ecoway).

Sarà perché negli ultimi decenni la delocalizzazione ha devastato il tessuto produttivo del Nord Italia – nel male ma anche nel bene, secondo certi punti di vista – ma fa specie pensare al Tacco d'Italia, meta del turismo nazionale e internazionale, conosciuto su tutto il territorio per le sue spiagge cristalline e incontaminate, al vertice della classifica dell'inquinamento atmosferico.

Questa non è storia del tutto recente: la Puglia è da decenni polo di produzione energetica nazionale. Come certifica il Bilancio dell'energia elettrica stilato dall'ISTAT, "La Puglia, a fronte di un consumo di poco inferiore a 20 mila GWh, ne produce circa 37 mila e risulta dunque essere la regione che fornisce il contributo più importante nella direzione del pareggio del bilancio nazionale". La produzione lorda di energia in Puglia è passata dai 13.410 GWh del 1990 ai 31.230 GWh del 2004, quasi raddoppiando il rapporto tra energia prodotta e consumata che nel 1990 si attestava a 1:1. (dati Bilancio Energetico Regionale - Regione Puglia, gennaio 2006). Un'impennata impressionante che si è basata in larga parte sui combustibili fossili.
 
A spiccare è senza dubbio la città di Brindisi con le sue tre grandi centrali dei gruppi Enel, Edipower ed EniPower, e su cui numerosi sono stati i tentativi di installare un rigassificatore nell'area portuale ad opera della "British Gas", sventati dalla lunga lotta dei cittadini di Brindisi conclusasi favorevolmente dopo 11 anni di resistenza. Nulla da invidiare – in termini negativi – ha sicuramente la città di Taranto, dove invece la società spagnola "Natural Gas" ha in progetto di costruire un rigassificatore, ad appena qualche chilometro dalla più grande acciaieria d'Europa, l'ILVA. Lo stesso polo siderurgico del capoluogo ionico svetta chiaramente nelle classifiche, essendo – in base a uno studio del 2011 portato avanti da GreenPeace – l'industria che emette più quantità di CO2 in atmosfera in Italia, a cui vanno aggiunti una lunga serie di altri veleni.

Il 17 dicembre 2013, infine, è stato siglato a Baku l’accordo internazionale per il Trans Adriatic Pipeline (TAP), progetto stimato in 50 miliardi di dollari, con un gasdotto da 870 km, di cui 117 km sottomarini. La costruzione potrebbe cominciare nel 2015, mentre il primo gas dovrebbe arrivare solo nel 2019. Sembra che il TAP debba sbarcare a San Foca, nella Marina di Melendugno, compromettendo irrimediabilmente quella che è considerata una delle più belle coste d'Italia. Questione che pone seri dubbi su quale strada si voglia dare all'economia pugliese, se si voglia devastare una località che attrae ogni anno migliaia e migliaia di turisti appesantendo ulteriormente la funzione di polo energetico della Puglia, o si preferisca valorizzare le bellezze di un territorio che negli ultimi anni non ha smesso di essere attrattivo dal punto di vista culturale e turistico.

Non si possono però negare alcuni aspetti positivi, che fanno da contraltare all'eccesso di Co2, di altri fumi tossici e alla speculazione ambientale più in generale: la Puglia è riuscita negli ultimi anni a diversificare la produzione di energia contribuendo a produrre il 18,6% del totale nazionale di rinnovabili, mantenendo il primato nel solare con il 21,7% della produzione nazionale e risultando seconda dietro la Sicilia nell'eolico con il 23,1% (rapporto Srm-Svimez 2010). E' inutile negare che sarebbe più utile proseguire sulla strada della produzione sostenibile di energia, ponendo la massima attenzione a taluni aspetti speculativi

Dagli storici comitati no-carbone di Brindisi ai movimenti contro il rigassificatore sempre a Brindisi, ai più recenti comitati NOTAP diffusi nel Salento, agli articolati movimenti che a Taranto ritengono prioritaria la questione della salute a fronte del mantenimento "in vita" dell'ILVA, passando per la rivolta di Scanzano Jonico contro il deposito nazionale di scorie radiattive, per poi spostare lo sguardo oltre l'Appennino, verso le mobilitazioni di massa dell'autunno scorso contro il biocidio, le manifestazioni contro le discariche di cui abbiamo recentemente parlato per il decennale della manifestazione di Acerra, le lotte per le bonifiche di Bagnoli, e tante altre esperienze ancora, tutto ci parla delle popolazioni meridionali che si sono opposte con fermezza a chi ha avvelenato il Mezzoggiorno, considerandolo per decenni il territorio dove insediare industrie e impianti pesanti o pericolosi e sversare scorie e liquami inquinanti, creando un ecomostro foraggiato da un mix devastante costituito dal peggior ceto imprenditoriale, da una cattiva amministrazione e in alcuni casi dalla criminalità organizzata.

Un Mezzogiorno differente partirà da un'idea di sviluppo differente. Sarebbe un fatto nuovo se fossero le lotte sui territori a determinarlo.
Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info