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A Salerno il 27 Settembre si respira #AriaNuova

  • Scritto da  Redazione
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A Salerno il 27 Settembre si respira #AriaNuova

Il 27 Settembre a Salerno si respira #AriaNuova, con la manifestazione nazionale per la salute e per l’ambiente indetta dal comitato cittadino Salute e Vita. A partecipare alla manifestazione sono coloro che per anni sono stati etichettati negativamente come i Nimby, dall’acronimo inglese che tradotto vuol dire “non nel mio cortile”. E allora, il prossimo 27 settembre, il cortile dove la salute e l’ambiente vanno tutelati si estende lungo tutta la penisola italiana. 

La storia della manifestazione parte da un agguerrito comitato cittadino, Salute e Vita, che da anni combatte per la delocalizzazione delle Fonderie Pisano dalla Valle dell’Irno. Una storia non nuova, quella delle Fonderie Pisano (ne abbiamo parlato qui), industria metalmeccanica sotto processo per reati di vario tipo: dallo sversamento di liquidi tossici nei fiumi fino ai fumi prodotti, altamente nocivi per chi li respira. Una delle tante piccole Ilva, una storia che ricorre spesso in Italia ma puntualmente resta confinata al dibattito cittadino.

La manifestazione del 27 settembre inverte la tendenza del piccolo cortile per estendere i confini delle lotte mediante il dialogo tra le realtà in difesa del territorio, della salute e del lavoro. E quindi la battaglia per la delocalizzazione delle Fonderie Pisano sarà anche la battaglia del Comitato No Smog Trieste, delle Mamme Vulcaniche di Terzigno, del Forum Ambiente Nolano e a loro volta queste battaglie saranno anche parte del Comitato Salute e Vita (qui tutte le adesioni).

La questione delle Fonderie Pisano è solo uno di quei casi che rappresentano un problema diffuso sul territorio nazionale, pertanto, è importante che il dibattito parta dalla domanda: quale modello di sviluppo e di industrializzazione per il futuro?L’interrogativo può risultare ampio per una vertenza locale, ma è necessario perché ci sia un equilibrio tra lavoro, ambiente e salute. Non è più accettabile che produzioni altamente inquinanti, figlie di stabilimenti obsoleti, operino in aree densamente popolate; come non è più possibile per la cittadinanza tollerare in sala d’attesa per un ventennio la delocalizzazione delle Fonderie dalla Valle dell’Irno. Se tutto ciò può apparire inaccettabile, la pratica per invertire la rotta di questa vertenza è tanto complessa quanto necessaria.

Da una parte è innegabile l’esistenza di un intreccio tra interessi pubblici e privati, ma dall’altra parte è ancora più doloroso assistere al conflitto generato dalla questione “morire di fame o morire di salute”, che ricorda fin troppo la questione ILVA.
Eppure una risposta c’è. Nella Valle dell’Irno, il Comitato Salute e Vita ha saputo riunire centinaia di cittadini dei quartieri interessati e ha saputo tenere alta l’attenzione sulla questione tanto nelle piazze quanto attraverso i canali mediatici. Il Comitato ha monitorato ogni episodio anomalo che si verificava nella zona delle Fonderie grazie alle segnalazioni sui social network. La richiesta principale di Salute e Vita non è la chiusura delle Fonderie ma la sua messa a norma e la delocalizzazione lontana dai centri abitati.

Ma non basta. L’attivismo prodotto dal dolore e dall’indignazione devono essere la radice per la produzione di un pensiero in grado di travalicare la sterile opposizione di un “No” incurante delle conseguenze ma che favorisca un nuovo modello di sviluppo all’insegna di pratiche virtuose fatte di sostenibilità, energie rinnovabili e nuove tecnologie. È fondamentale instaurare un clima di legalità e rispetto delle regole in tema ambientale partendo dallo smaltimento legale dei rifiuti e il riciclo di materiali riutilizzabili. Inoltre, vanno irrobustite le sanzioni penali per le aziende che non rispettano le normative ambientali e va introdotto il reato di Biocidio.

Il 27 settembre è tutto questo. Svolgere una manifestazione nazionale a Salerno significa prendere coscienza di un conflitto e difendere la salute e il territorio. Per i cittadini salernitani (e non) vuol dire riappropriarsi del futuro che per troppo tempo è stato delegato nelle mani delle istituzioni purtroppo incapaci di risolvere il problema. La Salerno istituzionale in questi anni ha rappresentato la terra della neutralità e delle scarse promesse, i cittadini in piazza, invece, prendono posizione perché si tratta della propria terra, della propria salute, dell’aria che ogni giorno respirano.

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