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Il Governo va veloce, la scuola Piano

Il Governo va veloce, la scuola Piano
Nella giornata di ieri il Governo Renzi ha pubblicato le linee guida su cui intende aprire il confronto sul tema della scuola. Tema non semplice per l'esecutivo, che dopo le forti dichiarazioni del ministro Giannini al meeting di CL, si è trovato a rimescolare le carte in tavola più volte tramite gli sconvolgimenti messi in campo dal premier, tramite un suo deciso protagonismo.

Sicuramente presentare la riforma della scuola sul palcoscenico più importante di Comunione e Liberazione invocando l'intervento dei privati, la detassazione delle scuole paritarie e sconvolgimenti epocali, nuoce all'immagine pubblica del rampante e giovane sindaco d'Italia, ansioso di apparire lontano dalle lobbies e dagli interessi di parte. Di qui, prima la cancellazione dell'argomento dalla discussione dal Consiglio dei Ministri del 29 agosto e a seguire l'attenta preparazione mediatica del 3 settembre sotto l'hashtag de #lascuolabuona, topic trend per tutta la giornata.

In primo luogo analizziamo le forme. Il Piano Scuola non è stato presentato in una conferenza stampa, con un confronto pubblico con le domande dei giornalisti, ma partendo da internet e rimbalzando su giornali e televisioni dal sito passodopopasso.italia.it attraverso un video appello di 3 minuti e 48 secondi in cui il Premier con tono pacato e rassicurante "apre la discussione". Agli iniziali 15 giorni di consultazione on-line, precedentemente annunciati dal Governo, vengono sostituiti 2 mesi di discussione con tutti i soggetti del mondo della scuola, si annunciano infine 150.000 assunzioni di docenti tramite concorso e si riprende il solito frame dell'innovazione e del cambiamento. Segue sempre sul portale del Governo una presentazione issuu di 136 pagine in cui non si entra assolutamente nel merito di una proposta puntuale, ma si tracciano delle linee su questioni che vanno dall'autonomia scolastica, all'offerta formativa, alla valutazione degli insegnati, alle risorse pubbliche e private per le scuole, dai "social bond" ad altri strumenti finanziari d'oltreocano. (In compenso tanta attenzione allo stile grafico, rombi, palline, linee, rombi, palline, linee, rombi, palline linee, colori pastello, ed una serie di errori nella sillabazione delle parole per gli "a capo".)
 
In defintiiva nessuna copertura finaziaria. Se il Governo ostenta pubblicamente la sua dinamicità, qui sembra che Renzi preferisca andare con i piedi di piombo. Vuoi per non bruciarsi, vuoi perchè manca realmente un'idea chiara, vuoi perchè il nodo rimane sempre lo stesso: le risorse per l'istruzione tagliate a partire dal 2008 non verranno reintegrate, e pertanto, neanche stavolta, sul futuro del paese e delle giovani generazioni si investirà. Questo è sicuramente chiaro all'Unione degli Studenti che con un blitz alle prime luci dell'alba, in attesa della pubblicazione del Piano Scuola, si è presentato alle porte del MIUR con uno striscione recitante "#Passodopopasso a scuola con McDonald's, #Piazzadopopiazza per un'altra idea di scuola" rilanciando la mobilitazione del 10 ottobre in cui gli studenti di tutt'Italia scenderanno in piazza per la gratuità dell'istruzione. Durante il blitz, gli studenti hanno contrapposto  al videoappello di Matteo Renzi, il videoappello di Danilo Lampis, coordinatore nazionale UdS. Il Sindacato Studentesco ha confermato la mobilitazione di piazza per contrastare la privatizzazione della scuola e l'assenza di interventi sul diritto allo studio.
 
Alle prime dichiarazioni più tiepide da parte dell'FLC e della CGIL, difficili da biasimare davanti ad un annuncio di 150000 assunzioni, è seguita la nota sindacale più approfondita in cui si critica l'assenza di riferimenti alle assunzioni per il personale ATA, viene definito "farraginoso" il nuovo meccanismo premiale che cancella gli scatti di anzianità e mette i lavoratori in competizione e soprattutto definisce "inaccettabile" l'ennesima delegittimazione dello strumento del contratto, bloccato nella scuola ormai dal 2007. Dichiara infatti la FLC-CGIL: "Non ci sono strade alternative. Il contratto è un potente strumento di innovazione. Nel documento il sindacato non viene mai menzionato come interlocutore privilegiato nelle questioni del lavoro. È una colpevole dimenticanza."

Aveva infatti dichiarato nel corso del pomeriggio il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia che "In questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti a tutti non ci sono". Giustificando a causa degli 80€, l'assenza attuale di risorse da indiizzare sul contratto del pubblico impiego.

Critica SEL soprattutto sul nodo delle risorse: "Crediamo, e lo diciamo da tempo, che sia giusto e non rinviabile rimettere al centro del dibattito e dell’azione politica la grande questione dell’educazione, della formazione, della scuola. Si può fare a condizione che non sia un’operazione di facciata. Si devono assumere i precari della scuola, e non solo perché ce lo chiede la Ue, ma per una questione di efficienza del sistema scolastico e di dignità collettiva. Per fare questo però occorrono investimenti: nel documento online si parla di 3 miliardi di euro e contemporaneamente Renzi annuncia che ci saranno 20 miliardi di euro di tagli nella prossima legge di stabilità. Ci spieghi dove prenderà i soldi."

Nel coro dei no anche il M5S: "Mentre in agosto il mondo della scuola era fermo, Renzi,Giannini e altri esponenti del governo hanno spadroneggiato sui media con dichiarazioni, anche contraddittorie tra loro, che hanno gettato nella confusione il comparto, il quale si era trovato allo scoperto. Ora, all'improvviso, lo stop. Un modo di proporsi e di agire che definisce il reale grado di rispetto che il presidente del Consiglio ha nei confronti dell'istruzione."
 
Soddisfatta la responsabile scuola di Forza Italia On. Elena Centemero "Nel mese di luglio Forza Italia ha presentato un patto per la scuola, sono contenta che il presidente Renzi abbia ripreso la nostra idea di un patto educativo, che è cosa diversa da una riforma. All’interno del documento del governo sul patto educativo ci sono una serie di punti che noi condividiamo e abbiamo sempre sostenuto. E’ stato proprio il governo Berlusconi a istituire per la prima volta il Fondo per il merito per premiare gli insegnanti più capaci. Quindi se si parla di merito e di valutazione delle scuole, ai fini del miglioramento del servizio offerto, noi di Forza Italia non possiamo che essere d’accordo."
Ultima modifica ilVenerdì, 05 Settembre 2014 01:45
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