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Gabriele Mastroleo

Gabriele Mastroleo

Salentino di nascita, vive a Macerata, città delle olive ascolane. Ha attraversato per un decennio collettivi e movimenti studenteschi. Gioisamente precario, attualmente è redattore di un portale online e per sbarcare il lunario fa anche il cameriere. Si occupa di pratiche mutualistiche, di storia del cinema e di altre stronzate.

Suicidi, tentati suicidi e morti sospette, l'emergenza carceri non conosce tregua

“E' vero, non tutti hanno la possibilità di bussare alla porta del ministro della giustizia, non tutti hanno un diretto contatto. Ma posso garantire che nessuno più di me avverte questa disparità in tutta la sua dolorosa ingiustizia. E’ difficile essere vicini a tutti”: con queste parole il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, sosteneva alle Camere la bontà del proprio operato, respingendo il pressing sulle dimissioni arrivato da più parti. Parole dimenticate e chiuse a chiave in un cassetto nel giro di pochi giorni, perché l'emergenza carceri è ripresa. Anzi, non si è mai fermata, nemmeno – come abbiamo sottolineato – nei giorni in cui si consumava l'affaire Ligresti.

Magistratura Democratica "ospita" Erri De Luca, il procuratore Caselli lascia l'associazione

Il casus belli appare pretestuoso: Magistratura Democratica, corrente progressista della magistratura, nella sua Agenda 2014, ha deciso di dare spazio a uno scritto di Erri De Luca sugli anni Settanta. Per questa ragione, il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, che – per inciso – risulta essere un semplice iscritto alla corrente, avrebbe manifestato l'intenzione di abbandonare MD. La notizia non è ufficiale, ma la conferma è arrivata in qualche modo da Luigi Marini, presidente nazionale di MD: “Ci sono state dichiarazioni che vanno in questo senso”.

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Affaire Ligresti, non convincono le "buone intenzioni" della Cancellieri

“Il ministro della Giustizia deve essere responsabile e ha il dovere di rispettare le leggi, ma deve anche avere il diritto di essere un essere umano. Ho la coscienza a posto, non darò le dimissioni: si dimette chi ha cose di cui pentirsi. Negli ultimi tre mesi ho fatto più di cento interventi per persone che ho incontrato nel corso delle mie visite in carcere o i cui i familiari si sono rivolti a me anche solo tramite una e-mail. Ho fatto il mio dovere”. Così il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, parlando al congresso dei Radicali a Chianciano, ha giustificato il suo operato rispetto al caso di Giulia Ligresti. Nei giorni in cui il ministro si prodigava per il caso della giovane imprenditrice, però, nel nostro Paese, in un Cie, uno di quei luoghi in cui la disumanità è tendenzialmente superiore a quella dei penitenziari, un migrante moriva di infarto.

Morire di carcere a settant'anni, la vergogna senza fine dei penitenziari italiani

Superare i settant'anni e morire di carcere. E' successo ad Angelo Nuvoletta, camorrista noto per esser stato, nel corso della sua carriera delinquenziale, mandante e responsabile di efferati omicidi, come quello – ad esempio – del giornalista Giancarlo Siani. Il boss ha però avuto il “privilegio” di finire i suoi giorni su un letto di ospedale, a Parma. In sette altri casi (in tutto nel 2012 si erano registrati appena due decessi), nel corso di quest'anno, la morte per altrettanti detenuti ultrasettantenni è avvenuta perché il Tribunale di Sorveglianza ha respinto le richieste di scarcerazione o alleggerimento delle misure detentive avanzate dai loro legali, per essere stati ricoverati troppo tardi o perché si sceglie la strada del suicidio.

Quinto Stato: cooperazione, mutualismo e il futuro del lavoro autonomo

Capitalismo cooperativo, piattaforme online, riappropriazione di spazi comuni, ma anche (e soprattutto) ritorno al mutualismo e pratiche di coworking: questo il territorio all'interno del quale si muove il Quinto Stato, universo composto da decine di migliaia di persone, lavoratori indipendenti, che “si autorganizzano, rigenerano le antiche radici del mutualismo operaio sette-ottocentesco con nuove declinazioni, ispirate all'idea di un concreto welfare universale”. Hanno provato a descriverlo, in un volume intitolato “Il Quinto Stato – Perché il lavoro autonomo è il nostro futuro”, edito per Ponte alle Grazie e da qualche settimana in libreria, due autori, Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli, che in questo sono ottimamente radicati.
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