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Alessandro Bonvini

Alessandro Bonvini

Uruguay: incontro con la FEUU, in lotta da 85 anni dentro e fuori le università

Continua il nostro viaggio in America Latina con il nostro "inviato" Alessandro Bonvini, che ha incontrato Martín Randall, segretario delle relazioni estere della Federación de Estudiantes Universitarios (FEUU), la più grande organizzazione studentesca dell'Uruguay: un'organizzazione che da ben 85 anni è impegnata in battaglie dentro e fuori il mondo universitario.

Compagno Martín, quando e come nasce la FEUU?

La Federación de Estudiantes Universitarios del Uruguay fu fondata nell’aprile del 1929, sull’onda degli scioperi studenteschi che si registrarono l’anno precedente nel Paese. Nel corso degli anni l’organizzazione si rafforzò, arrivando a svolgere un ruolo importante per il raggiungimento della ley orgánica che trasformò notevolmente il sistema universitario. Successivamente fu in prima linea nell’opposizione contro il golpe parlamentare di Bordaberry, opposizione che le costò la messa al bando da parte della dittatura militare.

E oggi?

Attualmente la FEUU è l’organizzazione studentesca più grande dell’Uruguay, partecipa agli organi di cogobierno dell’Università, è membro della Organización Continental Latinoamericana y Caribeña de Estudiantes (l’Organizzazione sudamericana che riunisce le organizzazioni studentesche dei singoli Paesi) ed è in rapporto con la Mesa Representativa del Plenario Intersindical de Trabajadores e della Convención Nacional de Trabajadores.

Mujica, ritratto del presidente contadino

Nell’agosto 2009, in un’intervista rilasciata al sito El Embudo, il capo di stato uruguayano José Mujica parlò di sé come di un guerrigliero vegetariano. Un’immagine assai evocativa per un presidente che vive in una fattoria alle porte di Montevideo, viaggia con un maggiolino del 1987 e devolve oltre l’80 per cento del suo stipendio in beneficenza. Oggi, mediaticamente e non solo, Mujica è una delle figure più affascinanti del panorama sudamericano, un politico capace di rompere gli schematismi oscillanti tra le semplicistiche interpretazioni di un continente votato al populismo e le letture di una regione tuttora ancorata alla subalternità.

Nei mesi scorsi, El Pepe è stato inserito nel novero dei nomi che formeranno la lista dei candidati al premio nobel per la Pace, ma c’è stato un tempo in cui era conosciuto col nome di Facundo ed era membro del gruppo guerrigliero dei Tupamaros.

Uruguay: nove anni di Frente Amplio tra riforme e cambiamenti

Il 1° marzo del 2005, quando Tabaré Vázquez assunse la carica di Presidente della Repubblica Orientale dell’Uruguay, per il Frente Amplio si apriva una pagina storica. Dopo decenni di diarchia tra il Partido Nacional e il Partido Colorado, la coalizione frente-amplista, per la prima volta, andava al governo vincendo al primo turno, con una maggioranza di 69 parlamentari. Da allora il F.A. è diventato la prima forza politica del paese, conquistando la maggioranza dei dipartimenti e riaffermandosi anche alle elezioni successive, quelle che nel 2004 hanno assegnato la vittoria dell’attuale presidente, José Mujica.

Messico, dopo l'arresto di “El Chapo”, boss internazionale del narcotraffico

In Messico, fino a qualche giorno fa, la taglia messa sulla sua testa valeva 30 milioni di pesos. Una cifra enorme per “El Chapo”, cinquantasei anni, re dei narcos messicani, che dopo l’uccisione di Osama Bin Laden era diventato il ricercato più pericoloso per le polizie di tutto il mondo. Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, un’operazione congiunta di militari e forze speciali lo ha arrestato in un lussuoso resort a Mazatlán, nello stato di Sinaloa, nell’ovest del Messico. Sulle sue tracce le agenzie investigative di tutto il continente erano in azione da diversi anni e quello degli scorsi giorni può reputarsi un colpo storico. Ma dietro la cattura di “El Chapo”, non un uomo qualunque a capo di un cartello tra i più potenti e spietati, resistono le ombre di un sistema dai mille tentacoli, in un paese devastato dalla violenza legata al narcotraffico.

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