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Spagna, studenti in piazza per la 'primavera valenciana'

Che si tratti di una nuova “primavera valenciana” è difficile dirlo, ma certo è che gli studenti di Valencia – in Spagna – hanno lanciato al Partito Popolare una sfida di alto livello. Dopo la violenta carica di lunedì scorso da parte della polizia e i successivi arresti di 40 manifestanti, gli studenti sono tornati negli ultimi giorni in piazza per protestare contro i tagli all’istruzione pubblica e le politiche del lavoro decretati dai governi conservatori locale e nazionale. Inoltre, i ragazzi hanno voluto dare prova di una dimostrazione di forza e di unità nella condanna delle violenze perpetuate dalle forze dell’ordine nonché nel chiedere la scarcerazione immediata dei propri compagni.


Durante la giornata di oggi la città è stata teatro di manifestazioni e assemblee di studenti medi e universitari. La ragione delle proteste sta principalmente nei tagli adottati dal Governo valenciano presieduto dal popolare Alberto Fabra: dopo che negli ultimi due anni il budget per l’educazione è stato ridotto del 10%, l’esecutivo ha disposto una netta diminuzione del numero dei docenti. La misura è apparsa ancora più provocatoria alla luce della situazione economica della regione. La Comunità Valenciana, infatti, dopo anni di sfrenata speculazione immobiliare, è oggi la più indebitata di Spagna ed ha evitato la bancarotta solo per l’intervento statale. Davanti a questa situazione di forte indebitamento, i manifestanti trovano sbagliato che a pagare per la crisi siano gli studenti piuttosto che il sistema bancario. Ovviamente le rivendicazioni locali si sommano alla contrarietà per il decreto governativo nazionale che ha riformato il mercato del lavoro rendendo più facili i licenziamenti.
La manifestazione di oggi ha avuto inizio al termine dell’orario scolare ed è partita dall’istituto Lluís Vives, proprio dove qualche giorno fa sono cominciate le proteste. Il fiume di studenti e insegnanti è passato sotto le case della sindaca di Valencia Rita Barberà e dell’ex presidente della Comunità Francisco Camps, sotto la sede del PP e quella della delegazione del Governo. In testa al corteo è stato disposto uno striscione con lo slogan “Siamo il popolo, non il nemico” (Som el poble, no l’enemic), in riferimento alle incredibili affermazioni del capo della polizia che, dopo le cariche di lunedì, si era rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti “per non dare informazioni al nemico”.

Ovviamente da parte del Governo e del Partito Popolare vi è stata la condanna verso le proteste mentre Izquierda Unida dichiara apertamente il suo appoggio. Sia il Governo valenciano che quello nazionale dichiarano la volontà di continuare con le proprie politiche austere, ma senza dubbio le manifestazioni di questi giorni a Valencia e in tutta la Spagna stanno riproponendo quel movimento che nella primavera scorsa venne ribattezzato con l’appellativo “Indignados” e che chiede la fine delle politiche liberiste in Europa.

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