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Ribaltone in Romania, al governo vanno i socialdemocratici

Ribaltone in Romania, al governo vanno i socialdemocratici

 

La crisi del Governo rumeno si è conclusa con un sensazionale colpo di scena. Il Governo presieduto dall’ex direttore dei servizi segreti Mihai Razvan Ungureanu è caduto a inizio settimana a seguito di un voto di sfiducia da parte delle opposizioni. Ungureanu era diventato Primo Ministro solo due mesi fa dopo le dimissioni del suo predecessore, il conservatore Emili Boc, a seguito delle proteste contro le dure politiche sociali che avevano causato un forte aumento della disoccupazione e un netto abbassamento degli stipendi. L’oggetto del contendere questa volta è stato il progetto di privatizzazione di varie imprese energetiche, il quale è stato rifiutato non solo dall’opposizione socialdemocratica ma finanche dai membri della maggioranza di destra.

 

Il ribaltone 

Il voto di sfiducia ha di fatto costruito una nuova maggioranza parlamentare. Il Presidente della Repubblica Traian Basescu, accusato per i suoi metodi autoritari e anticostituzionali, ha affidato al leader del Partito Socialdemocratico Victor Ponta il compito di formare un nuovo esecutivo che abbia i voti necessari per governare. Impresa apparentemente difficile per i socialdemocratici – sconfitti alle ultime elezioni – ma che, grazie all’appoggio di forze esterne all’Unione Social Liberale, potrebbe riuscire.

Per la destra la sconfitta è cocente. Dopo aver vinto le elezioni del 2008 il Partito Democratico Liberale aveva attuato tutte le misure imposte dall’FMI e dall’Unione Europea per poter accedere ad aiuti economici in supporto della sua economia. Le enormi proteste a seguito dell’abbassamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e dei tentativi di privatizzare alcuni dipartimenti della sanità avevano portato alle dimissioni del leader del PDL Emil Boc. Mihai Razvan Ungureanu ha provato a portare avanti la politica del suo predecessore, ma le divisioni interne alla maggioranza e le proteste del popolo rumeno al piano di austerità lo hanno portato alla caduta.

 

Il centrosinistra al Governo 

A pochi mesi dalle elezioni politiche i socialdemocratici provano ora la carta del Governo. Una mossa quantomeno azzardata: Victor Ponta dovrà vedersela ora con i funzionari del Fondo Monetario Internazionale, che ha bloccato l’aiuto previsto di 5 miliardi di euro in attesa di confrontarsi con il nuovo esecutivo. Di certo, il rifiuto del Parlamento nel procedere a nuove privatizzazioni non può essere ben visto da Bruxelles e da Washington e resta dunque da vedere come potrà il nuovo Governo non esaudire i desideri dei mercati. Se dovessero fallire, i socialdemocratici metterebbero in discussione una vittoria che tutti davano per certa.

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