Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Brasile, azione militare per lo sfratto di 2000 famiglie.

 Un operazione di sfratto a danno di 9.000 persone è stata lanciata domenica mattina nella favela di Pinheirinho, località nello Stato di San Paolo, in Brasile. L’azione condotta dalla Polizia Militare – che nelle scorse settimane aveva già causato la morte di sette persone - è costata la vita ad almeno altri due abitanti della zona, tra cui un bambino di tre anni. Secondo fonti delle organizzazioni civili varie persone sarebbero state aggredite dentro le proprie case mentre molte altre risultano irrintracciabili.

La popolazione della favela vive da otto anni in un’area di proprietà di una impresa fallita, la Selecta –di proprietà dello speculatore finanziario Naji Nahasi – che per vent’anni era rimasta in totale abbandono. Al culmine di una battaglia che da anni vede da un lato la comunità di Pinheirinho e dall’altra le autorità dello Stato Federale di Federale di San Paolo, il Governatore dello Stato, Gerardo Alckmin, ha dispiegato 2.000 uomini della Polizia Militare accompagnati da due elicotteri, 200 veicoli, 100 cavalli e 40 cani per compiere lo sfratto di 9.000 persone. L’azione è stata autorizzata dalla giudice Marcia Loureiro, che ha decretato il possesso dell’area.

Ciò nonostante, le circa 2.000 famiglie residenti a Pinheirinho denunciano l’illegalità dello sgombero giacché non troverebbe legittimità dalla decisione adottata dai governi statale, federale e municipale di sospendere provvisoriamente lo sloggiamento. L’avvocato degli abitanti della favela, Antonio Ferreira – colpito anch’egli da un proiettile di gomma alla spalla e in altre parti del corpo – ha annunciato la presentazione di una richiesta di sospensione dell’operazione della Polizia. Al termine della giornata circa 600 residenti hanno dovuto trasferirsi in un centro di accoglienza istituito dal comune di São José dos Campos, vicino alla baraccopoli.

La lotta degli abitanti di Pinheirinho viene seguita con interesse in tutto il Brasile. Si intensificano, infatti, le iniziative di solidarietà verso le 2.000 famiglie diverse organizzazioni di lotta e sindacati si sono uniti alla protesta portando le ragioni del movimento anche fuori lo stato federale di San Paolo. Da parte sua, il movimento promette resistenza a oltranza e gli abitanti si preparano alla lotta formando barricate e armandosi con armi di legno per difendersi dal raid. “Se la polizia militare invaderà la zona, il paese correrà il rischio di assistere a una grande tragedia come quelle di Carajás nel 1996 e di Goiânia, nel 2005, quando decine di persone sono morte nel conflitto con la polizia. Noi da qua non ce ne andremo”.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info