Menu

Boom del commercio mondiale di armi: +25%. E la Grecia compra da Francia e Germania

Boom del commercio mondiale di armi: +25%. E la Grecia compra da Francia e Germania

C’è un settore che non conosce crisi economica, il settore delle armi convenzionali. Se per la maggioranza della popolazione il quadriennio 2007-2011 viene ricordato come quello del crollo della produzione e dell’occupazione, lo stesso non si può dire per i fabbricanti di pugnali, maceti e pistole, che hanno visto crescere la propria produzione del 25%. Un vero boom economico che ha ridisegnato la mappa del commercio delle armi rispetto al periodo precedente. E dallo studio dello Stockholm International Peace Research (SIPRI) non mancano le sorprese.

 

Secondo il SIPRI – un istituto che dal 1966 funge da osservatorio sulla produzione di armi – viene confermata la leadership degli USA nelle esportazioni, accresciuta del 24% e indirizzata principalmente a Corea del Sud, Australia ed Emirati Arabi. Nel complesso, la vendita di armi resta concentrata in pochi Stati, visto che Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Regno Unito controllano ancora il 75% delle esportazioni mondiali.
 
Tra gli acquisti degni di attenzione il SIRPI sottolinea la vendita di 154 aerei da parte degli USA all’Arabia Saudita, in assoluto la maggiore compravendita di armi a livello mondiale degli ultimi decenni. Ma da sottolineare sono soprattutto le relazioni commerciali tra Germania, Francia e Grecia. Il paese ellenico è il maggior importatore di armi convenzionali tedesche e dopo alcuni anni di calo delle importazioni, il 2011 ha visto il Governo greco impegnatissimo – proprio mentre l’economia del suo paese sprofondava – nell’acquisto di prodotti militari tedeschi e francesi: 2 sottomarini al prezzo di 1,3 miliardi di euro, 223 carri armati Leopard II per 403 milioni acquistati da Angela Merkel e 6 fregate e 15 elicotteri francesi al prezzo di 4 miliardi di euro.

Interessante è l’evoluzione dell’Asia. I paesi orientali sono in testa nelle importazioni, con India (10%), Corea del Sud (6%), Pakistan (5%), Cina (5%) e Singapore (4%) ai primi posti negli acquisti dall’estero. Ciò nonostante, afferma Pieter Wezeman, ricercatore del SIPRI, “i paesi asiatici stanno cercando di sviluppare una propria industria militare e buona parte delle importazioni corrisponde a produzioni sotto licenza”. Non a caso la Cina, che nel 2006 risultava il primo paese importatore, è calata al quarto posto ed ha accresciuto le proprie vendite estere del 95% diventando oggi il sesto esportatore mondiale.

Resta interessante notare, in conclusione, come tanto i paesi in forte crescita economica quanto quelli europei in grande difficoltà vedano accrescere i propri rifornimenti d’armi. In questo senso, la produzione militare e civile sembra non conoscere crisi.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info