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Tregua a Gaza dopo 25 palestinesi uccisi dai bombardamenti

  • Scritto da  Stefano Fogliata
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Tregua a Gaza dopo 25 palestinesi uccisi dai bombardamenti

13 marzo- Secondo quanto riportato dall'agenzia Maan News, il governo israeliano e le fazioni militanti palestinesi della Striscia di Gaza hanno trovato un accordo per cessare l'ondata di scontri verificatisi negli ultimi giorni e conclusi con un bilancio di 25 palestinesi uccisi e più di 80 feriti.

Il raggiungimento del “cessate il fuoco”, in vigore dall'una locale di questa notte e raggiunto grazie alla mediazione dell'Egitto, è stato confermato in via ufficiosa dal ministro israeliano per la sicurezza interna israeliano Matan Vilnai e da un leader del gruppo Jihad islamico, Daoud Shihab.

L'accordo segue gli appelli della comunità internazionale per porre fine agli scontri, con il segretario generale del'ONU Ban-Ki-Moon che lunedì si dichiarava preoccupato per i civili , condannando gli omicidi mirati di Israele e i razzi palestinesi sulle cittadine israeliane nei pressi del confine con Gaza.

 

L'escalation degli scontri

 

Secondo quanto affermato dagli stessi quotidiani israeliani, un periodo di relativa tranquillità nella Striscia è stato interrotto dall’uccisione venerdì scorso di Ahmed Hanani e Zuheir Qaisi, segretario generale dei Comitati di resistenza popolare. I due, colpiti nella loro automobile da un razzo sganciato da un caccia israeliano nei pressi di Tel al-Hawa, sono stati oggetto di un “omicidio mirato”, considerati i mandanti di un attentato nel Sinai lo scorso agosto. Pratica, quella degli omicidi ad personam, proseguita durante i giorni successivi e giustificata dal primo ministro Netanyahu come “operazioni preventive mirate", finalizzate a fermare gli scontri e i lanci di razzi verso Israele da parte delle brigate armate palestinesi. Tali “operazioni lampo” da parte dei caccia israeliani hanno causato nei 4 giorni di combattimento l'uccisione di 15 membri delle Brigate di Al-Quds, ala militante del gruppo Jihad islamico, risultato fortemente decimato da tali operazioni.

Sull'altro versante, i territori israeliani nei pressi della Striscia sono stati oggetto di ripetuti lanci di razzi e proiettili da parte delle stesse brigate di Al-Quds, coadiuvate dalle brigate Abu Ali Mustafa (ala del Fronte Popolare per la resistenza della Palestina) e dalle milizie An-Nasser Salah Ad-Din, braccio destro dei comitati di resistenza popolare. Secondo quanto confermato dagli stessi miliziani, più di 100 razzi con gittata massima di 65 km sono atterrati nei pressi di cittadine israeliane, costringendo diverse municipalità a sud di Tel Aviv a chiudere uffici pubblici e scuole. I media israeliani parlano di nessun grave danno ad edifici , mentre 4 sembrano essere le persone ferite in modo non grave. Bilancio tutto sommato di poco conto, dovuto allo scarso sviluppo tecnologico dei razzi sparati da Gaza e all'innovativo ed efficiente sistema «Iron Dome», che in tre giorni ha abbattuto circa quaranta razzi palestinesi.

Spostiamoci virtualmente di pochi chilometri e torniamo sul versante della striscia di Gaza: i razzi lanciati dai caccia israeliani, atterrando in una delle zone più densamente popolate al mondo, dove ogni via di fuga è inoltre vietata da un blocco militare rigidissimo, non hanno risparmiato la popolazione civile in varie zone della Striscia assediata, smentendo la pretesa dei vertici di Tel Aviv di essere in grado di colpire solamente presunti terroristi.

Attorno all'affollatissimo campo profughi di Jabalya, dove si contano più di 30 feriti, sono stati uccisi nella giornata di sabato un 60enne guardiano di campi, Adel al Asi e un bambino di soli 12 anni che si stava recando a scuola, Ayoub al Saliahun. Stessa sorte è toccata nella giornata di lunedì al diciassettenne Nayif Shaaban Qarmout, colpito dai mezzi dell’aviazione israeliana mentre andava a scuola a Beit Lahiya, Nord di Gaza.

Dalla testimonianza di diversi attivisti internazionali presenti nella Striscia, risultano particolarmente colpite le già precarie abitazioni del campo di Jabalya, dove domenica si sono tenuti i funerali del dodicenne ucciso.

Lungo tutta la Striscia, la cronica mancanza di generi alimentari e medicine a causa del blocco militare israeliano viene ulteriormente aggravata ad ogni intensificazione del conflitto : i bombardamenti provocano l'interruzione o la riduzione dei flussi di merci lungo decine di tunnel sotterranei scavati tra Gaza e l'Egitto, divenuti durante gli ultimi anni di assedio fonte di sopravvivenza irrinunciabile per 1,7 milioni di persone.

 

Nessuna prospettiva positiva

 

La tregua odierna è l'ultima di una serie di flebili accordi più o meno espliciti puntualmente disattesi e violati da ambo i lati pochi giorni dopo il loro raggiungimento. Seguendo la prassi e le dichiarazioni minacciose dei protagonisti, anche questo “cessate il fuoco” sembra essere fortemente instabile, con la prospettiva tutt'altro che irrealistica di una ripresa degli scontri entro pochi giorni. Daoud Shibab, portavoce del Jihad Islamico ha dichiarato che “qualora venissimo attaccati nuovamente da Israele, non sarebbe plausibile chiederci di rispettare nessuna tregua”, mentre i vertici militari israeliani hanno confermato di essere pronti ad ulteriori uccisioni nei confronti di potenziali terroristi.

Minacce e proclami che non lasciano presupporre un accordo stabile, come sembra essere confermato dalla notizia odierna di tre razzi sparati ( per fortuna senza conseguenza) verso Israele e dal ferimento di tre palestinesi durante un funerale a Est di Gaza City ad opera del fuoco israeliano.

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