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Uscire dalla crisi con un'altra Europa

Prosegue il percorso di discussione promosso da Sbilanciamoci! e da numerose altre associazioni per costruire proposte programmatiche per uscire dalla crisi e cambiare l'Europa. Nei giorni passati, in contemporanea, e soprattutto in alternativa, al Consiglio europeo, si è svolto a Bruxelles il Forum «Un’altra strada per l’Europa» tenuto al Parlamento europeo. Il 9 luglio, invece, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma (via della Lungara 19, dalle 10.30 alle 20.00), si terrà il convegno "Uscire dalla crisi con un’altra Europa": si tratta di una giornata di incontri e dibattiti promossa dalla Green European Foundation con il contributo di Sbilanciamoci!, cui prenderanno parte le principali realtà dell'associazionismo italiano, delle forze politiche e sindacali, intellettuali. Qui il programma completo. Si giunge…

Trans, povera, prostituta, immigrata: Sylvia libera tutt*

Lo Stonewall inn, a New York, era un localaccio nel Greenwich Village. Un sotterraneo, con 2 dance floor, dove mancavano la licenza per vendere alcol, che naturalmente scorreva a fiumi, le uscite di sicurezza e un sacco di altre cose. Non poteva essere che così, il teatro dello scontro che avrebbe cambiato la storia del movimento glbtqi nel mondo. Mancavano molte cose ma, a Stonewall, non mancavano gay, lesbiche, drag queen e una svarigata umanità che sapeva soltanto di non poter, e voler, aderire alla eteronomalità. Così nella notte fra il 27 e il 28 giugno del 69 la polizia decise di compiere l'ennesimo raid contro quel locale, quella “banda di froci alcolizzati”. I raid erano frequenti e tutti/e sapevano…

La meglio gioventù: i precari in piazza a Roma

Saranno molte le reti di precari e studenti che scenderanno in piazza domani, sabato 16 giugno, a Roma per dire no alla precarietà nel lavoro e nelle vite. La manifestazione, lanciata dal comitato “Il nostro tempo è adesso”, avrà luogo a piazza Farnese dalle ore 18 alle ore 22. "Sarà la piazza – dicono gli organizzatori – di una generazione che non ce la fa più, ma anche di tutto il paese, perché la precarietà è l'emblema di un modello di sviluppo violento che dimentica le persone. Vuole essere soprattutto la risposta ad un Paese che ci invita alla fuga e a cui noi rispondiamo invece che vogliamo restare, riprenderci le nostre vite e il nostro paese."

Genova non è finita. Dieci, nessuno, trecentomila...

Il 13 luglio ci sarà la sentenza di Cassazione per i 10 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio per le giornate del G8 genovese del 2001. Se la Cassazione confermasse le sentenze di secondo grado 10 persone a 11 di distanza verrebbero condannate, grazie ad un detrito giuridico, a più di cento anni complessivi di carcere. Nel Paese dell'impunità per i responsabili della Diaz questo è quel che accade. Per questo è stato diffuso questo appello ed avviata una campagna, affinché tutto ciò non passi sotto silenzio. Per firmare clicca qui

Bologna Pride 2012: tutt* in piazza

Oggi arriva nella capitale emiliana il BOLOGNA PRIDE 2012, la comunità GLBRQI di nuovo in piazza per i propri diritti e in solidarietà con la popolazione colpita del terremoto. Oggi ,al dilà delle solite polemiche, il Pride ci sarà. Per dire no alla omofobia e per chidere, senza mediazioni il matrimonio omosessuale e le adozioni, con la determinazione di sempre, ma nel rispetto della tragedia: niente carri delle associazioni, né musica. Ogni euro che sarà risparmiato andrà alle popolazioni colpite dal terremoto: un segno politico non indifferente: la comunità glbtqi ha un senso profondo di solidarità che affonda nei millenni di persecuzione e la modo particolarmente allegro che ha scelto per liberarsi. E così per il corteo ci saranno gli…

Riparte la mobilitazione contro la riforma Fornero

Dopo una primavera fin troppo pacificata torna a farsi sentire la protesta contro il governo, e in particolare contro la riforma del lavoro. Saranno infatti giorni intensi quelli della prossima settimana, con numerose mobilitazioni in programma. Se, infatti, lo sciopero generale è sparito dall'agenda del sindacato, i movimenti, le reti sociali e studentesche, i coordinamenti di precari non intendono restare muti dinanzi all'imminente approvazione del DDL Fornero, già approvato, con larga maggioranza, dal Senato nei giorni passati.

Santiago non molla! Aiutiamo Sant'Agostino (FE) a risollevarsi

#SantiagoNonMolla è un hashtag su Twitter nato nel Comune di Sant'Agostino, in provincia di Ferrara, alle 4.05 di domenica 20 maggio 2012. Inizialmente è servito per scambiarsi informazioni, coordinarsi e darsi supporto tra i giovani del paese terremotato ma, dopo la forte scossa di martedì 29 maggio, è diventato una raccolta fondi riconosciuta dal Comune.

Magneti Marelli: approfittando del terremoto provano a delocalizzare

Si è già detto molto in questi giorni di come siano stati gli operai e i lavoratori in genere a pagare il prezzo più alto dei terremoti del 20 e del 29 maggio in Emilia-Romagna. In entrambi i casi, quasi tutte le vittime sono infatti morte mentre si trovavano sul luogo di lavoro. Ma mentre si indaga e ci si scontra sulle responsabilità legate al crollo dei capannoni industriali – chi li ha progettati e costruiti e chi ha permesso ai lavoratori di rimetterci piede dopo il primo terremoto – al dolore e alla rabbia si aggiunge la forte preoccupazione per le possibili conseguenze per il futuro dei lavoratori degli stabilimenti ancora funzionanti.

Ostello Aperto: polemiche e confusione sulla notifica del Comune di Milano di chiudere Ostello Bello

«Ma cosa ti aspetti dall’Italia?» Il commento di una signora di passaggio da via Medici mentre parliamo di cosa sia successo a Ostello Bello con Nicola ‘Ceri’ Specchio (uno dei fondatori) lascia in bocca tutta la gamma di sapori che un luogo comune può dare. Quale sia questo luogo comune da sottendere alla rassegnazione della signora a voi la scelta. Sì, perché di questo paese, che vuole uscire dagli stereotipi del bel clima, buon cibo, belle donne (o belle chiese) e grandi mazzette, purtroppo non restano che i tentativi, non vani in sé, ma vanificati da chi evidentemente alla tradizionale mediocre italianità non vuole rinunciare.
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