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Studenti in piazza: note sul 12 ottobre

Venerdì 12 ottobre gli studenti sono tornati in piazza in 90 città italiane. Ospitiamo un intervento della Rete della Conoscenza che fa il punto sulla giornata di venerdì e rilancia la mobilitazione per il 24, 25 e 26 ottobre. L'articolo originale è pubblicato sul sito della Rete della Conoscenza. Giù la maschera Le piazze tornano stracolme di studenti e con esse la percezione possibile di un Paese che si sveglia, che rimette assieme la propria cassetta degli attrezzi, fatta di pratica del conflitto, di partecipazione dal basso, d’idee e pratica della democrazia, per contrastare l’austerity. Così gli studenti scendono in piazza, si riprendono le strade e il diritto al dissenso, cominciano ad invertire la rotta dell’impotenza a cui sembravamo relegati come…

Non con i miei soldi! Da Occupy Wall Street alla finanza etica

Dove finiscono i nostri soldi? Scegliere in modo consapevole la banca in cui depositare i propri risparmi è un importante atto politico il cui valore è paragonabile alla scelta che si effettua nel segreto della cabina elettorale. Quanto all’attivismo, non è solo una questione di scendere in piazza, protestare, creare opinione; l’attivismo si esprime anche in ogni singola scelta che compiamo da cittadini e da consumatori, quando decidiamo cosa e dove comprare, cosa consumare, che mezzo di trasporto usare, di quale banca diventare clienti.

Numeri identificativi per la polizia in antisommossa: firma la petizione

Nelle piazze italiane, durante le manifestazioni vengono schierati in assetto antisommossa Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza. Nessuno di questi corpi ha sulle proprie divise segni identificativiche li renda riconoscibili. In caso di abusi il poliziotto non è riconoscibile e quindi non è perseguibile: resta così sempre impunito. Per questo Il Corsaro ha lanciato una campagna per chiedere l'immediata introduzione dei numeri identificativi per le forze dell'ordine in assetto antisommossa. E' possibile firmare cliccando qui

No Muos in piazza e la magistratura sequestra l'impianto

Non potevano esserci notizia e tempistica migliore: nel giorno della manifestazione nazionale che si svolge oggi a Niscemi, la procura di Caltagirone ha messo sotto sequestro nella notte per violazione delle leggi sull’ambiente la stazione radio delle forze armate statunitensi costruita all’interno della riserva naturale della Sughereta, area “a inedificabilità assoluta”, in un sito di interesse comunitario. La costruzione della struttura aveva scatenato importanti mobilitazioni e la nascita del movimento No Muos.

Montelupone si difende dal razzismo

Una coppia di anziani viene trucidata nella propria abitazione, nelle campagne di Montelupone, tranquillo borgo in provincia di Macerata. Le indagini portano ad individuare come unico responsabile un macedone di 28 anni, che avrebbe agito sotto l'effetto di stupefacenti. La notizia è grave e troppo ghiotta, perché non venga voglia a qualcuno di specularci sopra, alla ricerca d’un consenso sull'onda dell'indignazione mediatica.

Il MUOS di Niscemi un’emergenza nazionale

“Il MUOS è uno degli elementi chiave delle più moderne strategie belliche degli Stati Uniti d’America e la sua realizzazione in Italia, senza il coinvolgimento del parlamento e in violazione alla Costituzione, muterà il volto geostrategico, politico e militare d’Italia e della Sicilia con conseguenze pesantissime per la pace e la sicurezza nazionale”, spiega Eduardo Parlagreco a nome degli organizzatori dell’evento No Muos del prossimo 6 ottobre.       

Nasce a Pisa il Municipio dei Beni Comuni: il Progetto Rebeldia riparte dall'inclusività

Sono passati ormai quasi due anni da quando l'amministrazione comunale di Pisa ha chiuso i cancelli di via Battisti n.51/633, dal 2006 sede del Progetto Rebeldia, costringendo gli occupanti ad una trattativa fantasma, fatta di rinvii e sistematici cambi di programma, per l'assegnazione di uno spazio che non ha mai visto la luce. Ma una forza politica, sociale e culturale importante sul territorio pisano, come quella che compone Rebeldia, uno spazio pubblico attraversabile dove organizzare e partecipare ad iniziative rivolte alla socialità (aspetto molto carente nella programmazione politica dell'amministrazione pisana), capace di raccogliere 31 associazioni, da Greenpeace alla Lipu da Un ponte per ad Africa Insieme, non poteva sicuramente svanire in una bolla di sapone.
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