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Riparte la mobilitazione contro la riforma Fornero

  • Scritto da  Redazione
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studenti e precari in piazza

Dopo una primavera fin troppo pacificata torna a farsi sentire la protesta contro il governo, e in particolare contro la riforma del lavoro. 

Saranno infatti giorni intensi quelli della prossima settimana, con numerose mobilitazioni in programma. Se, infatti, lo sciopero generale è sparito dall'agenda del sindacato, i movimenti, le reti sociali e studentesche, i coordinamenti di precari non intendono restare muti dinanzi all'imminente approvazione del DDL Fornero, già approvato, con larga maggioranza, dal Senato nei giorni passati.

Il 13 e il 14 giugno una larga coalizione sociale promuoverà due giornate di mobilitazione, la prima dislocata sui territori (l'appuntamento a Roma il 13 giugno è alle 17), la seconda con un appuntamento nazionale a Roma nella stessa piazza del giorno precedente, questa volta alle 14. Saremo in piazza contro "un DDL fatto in nome dei giovani che invece colpisce i giovani e distrugge il diritto del lavoro, eliminando l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori". In piazza si intrecceranno i temi della lotta alla precarietà e del rifiuto delle politiche di austerity. La campagna comunicativa è infatti tutta giocata su una metafora calcistica: il rifiuto del "rigore", l'esonero del "commissario tecnico Monti", "pressing alto contro la crisi", e ancora "no espulsioni" contro l'abolizione dell'articolo 18 che liberalizzerà i licenziamenti. I materiali della manifestazione e l'appello integrale sono disponibili sul blog #NoRigore

La protesta si intreccerà anche con le tre giornate di mobilitazione lanciate dalla FIOM, che mobiliterà metalmeccanici in tutt'Italia e nella Capitale dal 13 al 15 giugno. "Chiediamo al Governo – scrivono in un loro comunicato –  di stanziare urgentemente risorse per la crescita e fare scelte di politica industriale e di intervento pubblico finalizzate alla sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni. Chiediamo un nuovo modello di sviluppo a partire da un piano straordinario per  la mobilità sostenibile [...] Vogliamo una riforma del mercato del lavoro che estenda diritti e tutele con misure di contrasto alla precarietà. Vogliamo modificare la controriforma delle pensioni e garantire il diritto alla pensione del lavoro dipendente a partire dai lavoratori esodati, senza lavoro e senza pensione."

Il 16 maggio sarà la volta della meglio gioventù, in una manifestazione, sempre a Roma, promossa dalle reti aderenti al comitato "il nostro tempo è adesso" e con numerosissime adesioni. La manifestazione si sarebbe dovuta tenere sabato 26 maggio, ma è stata posticipata per aderire e partecipare al corteo delle studentesse e degli studenti di Brindisi “IO NON HO PAURA”.

Il comitato ha da tempo promosso un decalogo di proposte per sconfiggere la precarietà, dal diritto alla casa, e alla maternità, al reddito minimo, un mix di proposte concrete ed efficaci.

Si mobiliteranno sabato 16 giugno, al termine di una settimana intensissima, quando a partire dalle 18, saranno in a Roma a Campo dei Fiori (evento facebook), con delegazioni da molte città italiane, per raccontare le proprie storie e far emergere la propria indignazione, in un Paese in cui si sta per approvare, in nome dei giovani, "una riforma che scaraventerà i professionisti con partita iva in un presente e un futuro di povertà e che lascia soli i circa 4 milioni di precari del nostro paese: per loro, se il contratto scade, nessun reddito né welfare ma solo, per chi può, l’aiuto delle famiglie, anche di quelle sempre più povere."

Tutto questo in un paese in cui sale al 36% la disoccupazione giovanile (Istat); in cui un ragazzo su 6 cade in povertà quando rimane senza lavoro (Banca d’Italia); in cui più giovani e istruiti lasciano il paese per cercare opportunità altrove ed il paese tutto è trascinato nella precarietà e nella povertà: nessuno si salva, né giovani né anziani, né precari né pensionati.

Non si vedeva da tempo una settimana così intensa di mobilitazioni nel mese di giugno, potrebbero essere le premesse per un autunno davvero caldo. 

reagiamo

no al rigore del governo monti

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