Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

''Life is just to die''. Chi è stato Lou Reed

''Life is just to die''. Chi è stato Lou Reed

Chi è stato Lou Reed lo si potrà leggere in questi giorni ovunque, grazie alla cascata di coccodrilli biografici che saranno giustamente confezionati dai media.

Eppure: "Life is Just to die". Loaded, ultimo disco in studio dei Velvet Underground. John Cale aveva fatto le valigie da tempo. È Lou che incastra trai versi di Sweet Jane quella frase. La vita è solo morire. 
Sarà forse per quell'allegro riff di chitarra. Sarà certamente perché in questo tempo di vita che Lou Reed ha sempre cantato ci sono marciapiedi sporchi e contraddizioni. Lou Reed ha ritratto gli innominabili e i marginali: come dimenticare il sadismo di Venus in Furs, l'irraggiungibilità di Heroin - quanto abbiamo immaginato, ascoltando quella canzone - o il sesso orale di Walk On The Wild Side.
 
Forse senza alcuna inclinazione strettamente politica, questa raccolta di ritratti Lou Reed l'ha messa insieme per primo nella storia della musica popolare: e l'ha fatto a New York, il Tempio del modello di relazioni economiche, sociali e antropologiche capitalistiche. Per rendere l'idea, un posto dove Andy Warhol diceva che la Coca Cola è democratica, perché l'identica bevanda può essere bevuta da un poveraccio e dal Presidente. 
Ecco, però: dare un Volto ed un Nome a chi vive ai Margini è un'azione potentemente umana: e dunque politica.
 
La fragilità e le contraddizioni; l'alternarsi di sconfitte e gratificazioni; gli Inferi dell'esclusione e l'umanità che li abita. Questo ha cantato Lou Reed, questo ha vissuto drammaticamente per molti anni della sua stessa vita.
 
Non c'è alcun romanticismo in una tossicomania, anzi. Il punto è che è veramente difficile - soprattutto se si vive ai margini a causa dell'esclusione sociale, della discriminazione di genere, della violenza di un modello sociale - fronteggiare la verità per cui la vita non ha senso.
Ecco chi è Lou Reed per me: la voce che mi ha fatto sbattere la faccia con la nuda vita. E d'altra parte, quando hai diciassette, diciotto o diciannove anni sei piccolo, tendi ad assolutizzare un po' tutto. Ti aggrappi a persone, certezze, potere, cose. Non è scontato capire che tutti quegli appigli sono in ultima analisi dei "casi della vita", e che non c'è nulla di cinico a vedere così le cose: perché proprio quando la vita non ha più alcun senso, essa diventa davvero uno spazio autentico di relazione, di sperimentazione, di Esistenza. Una possibilità di accettare le nostre miserie e cattiverie senza giustificarle, di farla finita con l'ossessione del Potere sulle persone o nella vita politica.
 
Così, io e Lou Reed ci siamo avviati alla soglia dei vent'anni lasciando dietro di noi tutto. E quando ancora oggi ci ripenso, mi ripeto che, per quanto possa sembrare paradossale, quella passeggiata con Lou Reed è una delle ragioni principali del modo in cui sto al mondo, amo, apprezzo persone, piango disuguaglianze, faccio politica.
Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info