Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Morte violenta di Bohli Kayes, il procuratore attacca l'omertà sui carabinieri indagati

volante carablnieriA che serve quell'ingranaggio collettivo se mentre scrivo la televisione manda in onda fiction e repliche di fiction con poliziotti buoni e carabinieri onestissimi e finanzieri incorruttibili e un noto sociologo pontifica a milioni di spettatori che polizie e magistratura sono ormai degne di una società moderna e matura?
 
Checchino Antonini (postfazione a "Carlo Giuliani, il ribelle di Genova)
 
L'autopsia non lascia dubbi: “Arresto cardiocircolatorio neurogenico secondario ad asfissia violenta da inibizione dell’espansione della gabbia toracica”; il pusher tunisino Bohli Kayes, 35 anni, arrestato dai carabinieri a Santo Stefano al Mare, alle porte di Sanremo, il 5 giugno scorso, al termine di un inseguimento, è morto dunque perché qualcuno gli è saltato addosso schiacciandogli il torace fino a fargli perdere per sempre il respiro. Un'altra morte violenta sulla quale il Procuratore di Sanremo, Roberto Cavallone, sta cercando di far luce in queste ore, convinto che - come in molti altri casi, da Stefano Cucchi a Marcello Lonzi - "sarà un brutto processo quello che si profila".
 
Cavallone, che ha indagato per omicidio colposo i tre carabinieri responsabili del fermo del tunisino, non fa sconti e attacca: “C’è una grossa responsabilità da parte dell’Istituzione dello Stato. Al di là di quello che il soggetto ha commesso la vita è sacra ed è una morte di cui lo Stato deve farsi carico e deve chiedere scusa alla famiglia. C’è qualcuno che è responsabile di aver impedito a Bohli Kayes di respirare”. Mentre dunque i legali che difendono gli uomini dell'Arma spiegano che “l’atteggiamento dei suoi clienti non vuole essere quello di chi non collabora, ma di chi è garantista”, il Procuratore è molto duro nel giudizio su come al momento è stata condotta l'inchiesta e si dice convinto che “se chi sa continuerà nel silenzio, al processo assisteremo ad uno scontro tra perizie. Sarà un brutto processo quello che si profila”.
 
Cosa sia successo il 5 giugno lo spiega lo stesso Cavallone, mettendo subito in chiaro che “i risultati degli esami tossicologici hanno dato esito negativo quindi si esclude che il ragazzo abbia assunto sostante stupefacenti. Da subito il medico del pronto soccorso della città dei fiori, dove Bohli Kayes è morto aveva escluso un infarto”. Il soffocamento del tunisino - indica il procuratore sulla base dei risultati del referto autoptico - sarebbe avvenuto “per un tempo stimato tra un minuto e tre minuti, quindi tra il momento dell’arresto e il trasporto nella caserma tra il supermercato dove è avvenuto il fatto e la caserma, che distano all’incirca 500 metri di distanza. Dopo aver escluso l’arresto cardiaco era emersa l’asfissia cerebrale ipotizzabile dall’assunzione di sostanze stupefacenti di cui il soggetto faceva uso ma anche questa diagnosi è stata esclusa”.

La morte del tunisino ha intanto riaperto il dibattito sulle violenze delle forze dell’ordine, tant’è che due deputati di Sel, Stefano Quaranta e Daniele Farina, hanno depositato alla Camera un’interrogazione indirizzata al ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri per chiedere se “non ritenga doverosa l’introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura, in relazione al quale, in Senato, è in corso l’esame di proposte di legge sul tema e in caso affermativo, quali iniziative intenda intraprendere per agevolarne la definitiva approvazione da parte dei due rami del Parlamento”.

A difesa del procuratore di Sanremo si è schierata Ilaria Cucchi, che sull'Huffington Post ha definito le sue parole "sacrosante" e "tutt'altro che scontate". La sorella del giovane morto in circostanze mai chiarite dopo esser stato arrestato ha proseguito: "Queste sono le parole che ci dobbiamo aspettare da un magistrato. Queste e soltanto queste. Il rigore morale e giuridico che le genera merita assoluto rispetto e sicuramente mette a tacere tutti. Questa è e deve essere la giustizia di tutti, quella della gente comune, quella che fa da argine all'imbarbarimento dei rapporti sociali figlio del cinismo utilitaristico sempre più alimentato dalla grave crisi economica che ci affligge". Ilaria Cucchi ha concluso il suo intervento annoverando Cavallone tra "i magistrati che possono parlare e che con la loro opera quotidiana, facendo giustizia, legittimano la giustizia stessa".

E mentre la moglie di Bohli Kayes, in un'intervista, fa sapere che "sono scioccata dallo sviluppo delle indagini e soffro per la vicenda di mio marito, ma ho piena fiducia nella magistratura", ancora una volta sulla vicenda entra a gamba tesa l'ex ministro Carlo Giovanardi, che polemizza: "Il Parlamento determini per legge che le Forze dell'ordine non possono immobilizzare, dopo una colluttazione, chi si oppone con la forza all'arresto, per evitare che scatti automaticamente a loro carico una denuncia per omicidio colposo nel caso di improvviso ed imprevisto decesso dell'arrestato in fragranza di reato". Secondo Giovanardi, che non perde occasione per attaccare ogni tentativo di far luce su fatti come quello di Sanremo, "quello che è francamente inaccettabile è leggere di Procuratori che decidono la colpevolezza dei Carabinieri prima ancora di accertare la dinamica dei fatti diffondendo in tutto il mondo una immagine devastante del nostro Paese".

Conclude l'esponente del Pdl: "I capi di polizia e carabinieri indichino poi chiaramente nei manuali operativi, fermo restando naturalmente il divieto di usare le armi, con quali tecniche e con quali metodi è lecito operare per contrastare la violenza". Basterebbe non schiacciare il torace del fermato fino a ucciderlo.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info