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Lisbona: parlamento assediato contro l'austerity, ecco il video

Parlamento assediato a Lisbona, dove le forze dell'ordine stanno cercando di reprimere la protesta popolare innescata dal nuovo salasso fiscale previsto dalla finanziaria d'austerity presentata oggi per il 2013 dal governo conservatore portoghese.

Giustificata con la necessità di mantenere gli impegni con l'Unione Europea di fronte alla pesantissima crisi che investe il Paese, la manovra è stata presentata come necessaria dal premier, Pedro Passos Coelho, che è irremovibile sulla strada dell' austerità anche a costo di far pagare un prezzo al suo partito (sconfitto anche ieri nelle elezioni regionali delle Azzorre dall'opposizione socialista). La Finanziaria 2013 ha provocato una nuova ondata di proteste di piazza fin nel cuore della capitale. Si tratta della manovra più restrittiva della storia democratica del Portogallo, fondata all'80% sull'imposizione fiscale. Il quotidiano Negócios stima che tre dei cinque miliardi di euro verranno recuperati innalzando le imposte dirette ai ceti meno abbienti.

La manovra include, come nel resto d'Europa, un taglio sulle pensioni nonchè su esenzioni e sussidi e un aumento delle imposte sulla casa: per centrare gli obiettivi di stabilizzazione del rapporto deficit/PIL imposti dalla troika pur in presenza d'una profonda recessione. 


Il premier conservatore Pedro Passos Coelho, che nelle scorse settimane, sull'onda di una prima mobilitazione, era stato costretto a ritirare una proprosta di manovra finanziaria di austerity a colpi di riduzione degli stipendi, ha affermato che questa volta non ci potranno essere passi indietro sul fronte di tagli e risparmi. 

Vito Gaspar, Ministro del Tesoro portoghese, ha dichiarato al Parlamento che il testo presentato oggi non può essere modificato nei punti sostanziali, pena la perdita da parte del Portogallo di tutta la credibilità internazionale. «Il nostro margine di manovra è inesistente», ha rimarcato Gaspar, citato dall'agenzia Lusa, facendo riferimento agli impegni assunti di recente con la troika in cambio della “ciambella di salvataggio” da 78 miliardi ottenuta dal Portogallo. Argomentazioni che non convincono la popolazione e non spengono la protesta. Anche alcuni economisti respingono la manovra, giudicandola «suicida» per il Paese, dato che porterebbe il carico fiscale complessivo - imposte indirette e contributi previdenziali inclusi - a un nuovo record: oltre la soglia del 36% del PIL.

 

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