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Carceri: quattro morti nei primi giorni del 2014

Il carcere di Parma Il carcere di Parma

I dati dell'associazione “Ristretti Orizzonti” hanno reso noto che, nel 2013, i morti nelle carceri italiane sono stati 148, di cui 49 per suicidio: si registra dunque un calo rispetto agli anni precedenti, proprio nel periodo in cui maggiore è stata la discussione sulle criticità dei nostri penitenziari. Il 2014 si è aperto però con un boom: sono già quattro infatti le persone morte in cella, l'ultimo in ordine di tempo è l'ex militante di Prima Linea, Roberto Sandalo.

L'anno si era aperto con il decesso, il 2 gennaio, di un 67enne, originario del Padovano, ospite della Casa Don Giuseppe Girelli “Sesta Opera” di Ronco all'Adige, in provincia di Verona. L'uomo, con problemi psichiatrici, stava finendo di scontare un residuo di pena nella comunità, dopo anni passati nell'Opg di Reggio Emilia, ma non ha potuto vedere la fine della sua pena, a poco tempo dalla riappropriazione della libertà personale.

Ha utilizzato invece un sacchetto dell'immondizia come cappio, Francesco Scarcella, 42 anni, originario di Castellamonte, in carcere a Ivrea per una storia di estorsione, suicidatosi nel pomeriggio del 3 gennaio. Critiche al ministro Cancellieri sono state rivolte da Leo Beneduci, segretario generale Osapp, sindacato di polizia penitenziaria, che ha inoltre affermato: “Le condizioni del carcere di Ivrea peggiorano di giorno in giorno, quel penitenziario sta diventando una vera e propria polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro”.

Un suicidio si è registrato anche a Rebibbia: vittima un detenuto italiano, con problemi psichiatrici e condannato per l'omicidio della madre, che si è impiccato la sera del 5 gennaio nel bagno della sua cella. Lo ha reso noto il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, denunciando come il carcere sia “un luogo duro, in grado di piegare anche i caratteri più forti, figurarsi l'impatto che può avere con quanti hanno già delle sofferenze psichiche”.

Oggi infine la notizia della morte di Sandalo, che dopo la militanza in Prima Linea, si era pentito, uscendo dal carcere nel giro di pochi anni e che si trovava nel penitenziario di Parma perché condannato a nove anni per aver compiuto, negli anni passati, attentati di matrice anti-islamica. Intanto, nel pomeriggio, con 290 voti favorevoli, 13 contrari e 95 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato la riforma della custodia cautelare. Contro ha votato solo la Lega Nord, mentre si sono astenuti i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Leggi anche: Infografica: tutti i numeri della drammatica situazione delle carceri italiane

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