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Studenti in mutande: mobilitazioni in vista del 12 ottobre

studenti in mutandeSi accende la mobilitazione in vista del 12 ottobre, quando gli studenti di tutt'Italia, scenderanno di nuovo in piazza dopo le proteste del 5 ottobre scorso. Questa mattina a Roma, Bari, Foggia e Campobasso e in altre città gli studenti e le studentesse di Link-Coordinamento Universitario hanno simbolicamente occupato le sedi delle Poste Italiane in  mutande.

“Ci siamo messi in mutande - dichiara Luca Spadon portavoce nazionale di Link-Coordinamento Universitario - perché dopo il taglio alle borse di studio l'unica possibilità per continuare gli studi rimane quella di indebitarsi. Questa azione dimostrativa vuole richiamare l’attenzione su uno dei temi principali che porteremo in piazza il 12 ottobre, ovvero la nostra contrarietà all’indebitamento degli studenti. Oggi la maggior parte delle banche commerciali ha aperto linee di credito dedicate agli studenti? E adesso addirittura Poste Italiane garantisce prestiti tra i 1000 e i 5000 per poter studiare dalle scuole elementari alle università. Vai in banca, chiedi un prestito e dopo 24 mesi devi restituirlo con tassi d’interesse dell’8%.”

Mentre si diffondono i prestiti per gli studenti, gli ultimi governi, in particolare il Governo Berlusconi, ha ridotto di 143,5 milioni di euro gli investimenti in diritto allo studio dal 2009 al 2013, non riuscendo a coprire la totalità degli aventi diritto ad una borsa di studio. Infatti oggi in Italia oltre il 25% degli studenti che richiedono una borsa di studio, pur avendone diritto, non la ricevono per mancanza di fondi. Inoltre il Governo Monti, per coprire i tagli al fondo nazionale per le borse di studio, ha deciso di varare una legge che aumenta le tasse regionali per il diritto allo studio pagate dagli studenti in tutte le regioni, passando da una media nazionale di 93,50 euro ad una di 140 euro.

"Vogliamo evitare di ritrovarci come negli Stati Uniti - continua Luca Spadon - dove sulla testa degli studenti pesano debiti da migliaia di dollari, basti pensare che lo stesso Obama ha finito di pagare i debiti che aveva contratto per pagarsi gli studi solo quando è diventato presidente. Inoltre la bolla speculativa esistente che pesa sui debiti di questa studenti è stimata essere più grande di quella dei mutui subprima che ha generato la crisi degli ultimi anni. Crediamo che sia prioritario per questo governo rifinanziare il diritto allo studio ed evitare di utilizzare o di promuovere strumenti che spingono gli studenti ad indebitarsi"

Gli studenti propongono l’introduzione di una patrimoniale del 5 per mille sui patrimoni superiori ai 500 milioni di euro con cui – dicono – lo Stato potrebbe guadagnare 10 miliardi e 500 milioni di euro da destinare al diritto allo studio: 600 milioni per la copertura totale delle borse di studio, 500 milioni per la costruzione di nuovi studentati, 300 milioni per politiche finalizzate alla riduzione degli abbandoni scolastici.

Nel frattempo, nonostante gli accenni (evidentemente ipocriti) al dialogo del ministro Profumo e le numerose proteste sollevate nel mondo della scuola procede l'iter parlamentare della legge Aprea (953). Infatti oggi 10 ottobre la VII commissione della Camera sta approvando il testo della legge Aprea, per per poi rimandarlo al Senato.

"Nonostante la prosecuzione dell'iter parlamentare della legge 953 (Aprea 2) non facciamo un solo passo indietro - dichiara Roberto Campanelli, coordinatore nazionale Unione degli Studenti - la protesta contro questo disegno di legge sta crescendo in maniera esponenziale, il 12 ottobre abbiamo raccolto circa novanta piazze in tutto il Paese e fermeremo un progetto che mira a privatizzare le scuole pubbliche e cancellare i diritti degli studenti. Abbiamo già fermato questa legge nel 2008, questa volta siamo ancora più determinati, l'On. Aprea si è inoltre dimessa da mesi e questa legge ha sempre meno legittimità"

L'ELENCO DELLE PIAZZE DEL 12 OTTOBRE

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 18:12
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