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Spagna: torna il movimento studentesco

Giornata di lotta in tutta la Spagna. Ieri, in più di venti città si sono tenute manifestazioni di studenti e di lavoratori dell’università contro i tagli all’istruzione pubblica decretati  dal Governo Rajoy e dai governi locali. Gli studenti universitari, inoltre, hanno scioperato anche contro l’applicazione della Strategia Università 2015, un piano che, secondo il Sindacato degli Studenti dei Paesi Catalani, permetterà una ulteriore entrata di privati nei consigli di amministrazione degli atenei. In alcuni casi alle proteste sono seguite cariche e arresti di molti manifestanti da parte delle forze dell’ordine.

La manifestazione più importante si è tenuta a Barcellona, dove 70 mila studenti hanno dato vita ad azioni di protesta in varie postazioni della città. A inizio mattinata i manifestanti hanno occupato gli edifici di alcune Università per poi bloccare l’autostrada AP-7 e i binari della stazione di Bellaterra. In seguito tutti si sono radunati a Piazza dell’Università, da dove è partito il corteo più importante. Al grido di “Meno polizia, più educazione” gli studenti si sono incamminati verso Plaça Espanya dove si teneva il Congresso Mondiale della Telefonia Mobile. È a questo punto che la polizia, nei pressi di Plaça Catalunya, ha arrestato alcuni dei ragazzi presenti al corteo scatenando la reazione dei loro compagni. I reparti anti-sommossa catalani, i Mossos d’Esquadra, hanno dunque avviato una violenta carica ferendo 12 manifestanti e arrestandone altrettanti, due dei quali minorenni. Anche nel pomeriggio l’azione dei manifestanti non si è fermata. Prima hanno occupato per alcune ore Plaça Espanya bloccando la circolazione e poi si sono diretti nuovamente verso l’università. Nell’ateneo gli studenti hanno tenuto un’assemblea fino a tarda sera nella quale è stata richiesta l’immediata scarcerazione dei compagni arrestati e si sono lanciate nuove iniziative per i prossimi giorni.

Anche in altre città le manifestazioni di oggi sono state ampiamente partecipate.  A Valencia, dove da settimane sono in corso proteste contro i tagli all’educazione ad opera della Comunità Autonoma, il corteo ha visto insieme 20.000 persone tra studenti e professori ed è stato privo di scontri. A Madrid e Malaga vi sono state altre iniziative considerevoli.

Nel pomeriggio la scena si è ripetuta. Decine di migliaia di lavoratori hanno risposto positivamente alla giornata convocata dalla Confederazione Europea dei Sindacati contro i tagli ai servizi sociali. A Madrid in 50 mila hanno manifestato intensificando lo scontro sulla riforma del lavoro approvata recentemente dal governo conservatore. L’invocazione dello sciopero generale è stata più volte lanciata nelle giornate di ieri, a dimostrazione del fatto che la luna di miele di Rajoy con gli spagnoli sembra già essere finita. Pur godendo ancora della maggioranza dei consensi – dovuti soprattutto all’erosione dell’elettorato socialista –i popolari devono fare ora i conti con una crescente contrarietà alle misure adottate per flessibilizzare il mercato del lavoro e contro questa e altre misure studenti e lavoratori promettono battaglia.

Ultima modifica ilDomenica, 04 Marzo 2012 16:09
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