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Piemonte: Cota contro il diritto allo studio, complice Grillo

Roberto Cota

La Commissione cultura della Regione Piemonte, riunita nella seduta di oggi, 23 maggio, ha approvato un provvedimento che nega a 4000 studenti il diritto allo borsa di studio per il prossimo anno. Secondo i criteri del nuovo bando regionale – che la Lega si è affrettata a definire “rivoluzione meritocratica” –  dall'anno accademico 2012/2013, infatti, per ottenere la borsa di studio in Piemonte sarà necessario anche conseguire la media di 25/30 e non solo un numero adeguato di esami. A votare il provvedimento sono state Lega, Udc e Pdl – che ha avuto anche spaccature al proprio interno su questa votazione – approfittando dell’astensione del Movimento 5 Stelle. Il movimento di Beppe Grillo in una nota ha motivato la propria astensione sostenendo che "vista la differente difficoltà dei singoli corsi, riteniamo che sarebbe stato più meritocratico individuare una media per ogni singola facoltà", criticando i tagli, ma limitandosi ad una contestazione dell'attuazione della norma e non dell'idea in sé.

La Regione Piemonte era il fiore all'occhiello del diritto allo studio in Italia: fino a due anni fa la copertura delle borse di studio era del 100%  ovvero, caso raro in Italia, tutti gli studenti che avevano diritto alla borsa di studio la percepivano.

In Italia, infatti è ormai tristemente noto il fenomeno degli idonei non beneficiari, studenti meritevoli e con redditi bassi cui lo Stato e le regioni dicono: "tu meriti la borsa di studio, ma io non ho i soldi per pagartela". Il fenomeno è in aumento in tutt'Italia a causa dei continui tagli al fondo nazionale per il diritto allo studio e per i tagli al trasferimento statale agli enti regionali. Il Piemonte però ha avuto un calo delle prestazioni del sistema di diritto allo studio fuori dalla norma, dato che il governatore Cota e la sua maggioranza hanno da tempo scelto di disinvestire su questo settore, non senza vene di razzismo legate all'alto numero di studenti provenienti dal Sud Italia tra i vincitori delle borse di studio.

Avevamo già scritto mesi fa per raccontare di come oltre 7000 studenti rischiassero di perdere la borsa di studio a causa dei tagli della Regione, e di come si stesse smantellando l'Edisu Piemonte, ma questa volta si aggiunge un nuovo tassello, ben mascherato da norma a favore del merito.

Secondo gli studenti di LINK l'obiettivo è quello di ridurre la platea degli aventi diritto in modo da riuscire a mascherare il taglio al fondo regionale per il diritto allo studio. "Con i nuovi criteri di merito per l'accesso alle borse di studio – dichiara Nicola Malanga, rappresentante degli studenti – la Regione Piemonte avrà solamente 5.000/7.000 aventi diritto alla borsa di studio rispetto ai 12.000 precedenti, e di questi solamente 3.500 riceveranno una borsa di studio a causa dei pesanti tagli".

Pubblichiamo di seguito alcuni punti contenuti nel comunicato di Studenti Indipendenti, coordinamento dei collettivi di Torino, aderente a LINK - coordinamento universitario.

Riteniamo questo provvedimento illegittimo, grave e immotivato, in quanto:

  • Questa privazione di diritti non comporterà alcun risparmio concreto per le casse della Regione: dall’anno 2011, con un taglio di 9 milioni di euro, la Regione ha già condannato 8000 dei 14000 studenti con i requisiti di accesso alla borsa a non riceverla;
  • Con questa manovra la Lega Nord spera di nascondere le proprie colpe sotto il tappeto: invece di risolvere il problema degli idonei non beneficiari ripristinando il loro diritto a ricevere la borsa la Lega spera di riportare la percentuale di beneficiari al 100% eliminando dalla graduatoria coloro che ad oggi non la ricevono;
  • Oltre al danno, la beffa: per gli studenti che ad oggi sono idonei non beneficiari, perdere l’idoneità significherebbe perdere il diritto all’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie (una perdita che gli atenei piemontesi si sono detti ben disposti ad accettare) e ad un pasto gratis al giorno nelle mense EDISU;
  • La Lega vorrebbe spacciare per meritocratico un provvedimento che è meramente discriminatorio. Questa restrizione dei criteri comporta forti discriminazioni: innanzitutto in base alle facoltà (tutte le facoltà di ingegneria, dove più di uno studente su 4 studia grazie alla borsa di studio, la media dei voti è inferiore al 25; a lettere e filosofia la media è di 27,3);
  • Il provvedimento è fortemente discriminatorio nei confronti delle fasce meno abbienti: scopo primario della borsa di studio è quello di mettere in condizioni di eccellere anche gli studenti che non hanno una famiglia benestante alle spalle a mantenerli: che razza di meritocrazia è quella dove le condizioni di partenza sono fortemente disuguali?
  • Lungi dal “favorire gli studenti piemontesi a dispetto degli immigrati”, come più volte sostenuto dal Presidente Cota, l’esclusione delle borse comporta un danno grave anche per migliaia di studenti piemontesi (nel 2010/2011 erano più del 50% degli aventi diritto, anche se già quest’anno 2 su 3 non hanno ricevuto la borsa!) e per tutto il tessuto economico: le migliaia di studenti costretti ad abbandonare il Piemonte comportano uno svuotamento delle città universitarie ed un grave calo di indotto per tutti i negozianti;
  • Il provvedimento è apertamente illegale, in quanto viola la legislazione attualmente vigente (DPCM 390 del 2001);
  • Il provvedimento è passato nonostante la contrarietà di tutto il Comitato di Coordinamento Regionale, formato dai Rettori e dai rappresentanti degli studenti del Piemonte, ad eccezione dell’assessore Maccanti;
  • L’assessore si è persino rifiutata di leggere le proposte alternative elaborate dal CoReCo, facendo passare il provvedimento con una maggioranza blindata.
Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 18:40
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