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Il Ministro Giannini sposa l'offensiva cattolica contro la fantomatica “ideologia del gender"

Il Ministro Giannini sposa l'offensiva cattolica contro la fantomatica “ideologia del gender"

Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini apre al mondo cattolico e alla sua offensiva messa in campo contro ciò che da quelle parti si definisce “ideologia del gender”. Il terrore che la scuola sia un luogo in cui vengono rimosse le discriminazioni e le convinzioni retrograde si sta diffondendo sempre più nella destra della Chiesa.

È in questa direzione che vanno gli attacchi ricevuti in passato da Vladimir Luxuria, con cui si sosteneva che un incontro con lei, per parlare di lei e della sua esperienza trans MtF (da uomo a donna) avesse bisogno di un contraddittorio. E, ahinoi, per contraddittorio non intendevano un trans FtM (da donna a uomo).

La battaglia più dura si è mossa per il libretto redatto dall'istituto T. Beck, che da anni si occupa di questioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Il contenuto del libretto, realizzato da specialisti del settore, com’è ovvio che sia non viene discusso con famiglie e genitori, il cui parere non è influente per un ricercatore per affermare che, per esempio, non esiste una famiglia “naturale”, ma esistono diversi modelli di famiglia. Si tratta di un dato che, come tale, viene registrato.

Il 18 aprile scorso il Ministro Giannini ha bloccato la diffusione del libretto, commissionato dall'UNAR, Ufficio Nazionale Anti-discriminazione e Razzismo, che fa capo alla presidenza del consiglio, quindi non al MIUR, il Ministero guidato da Giannini. L’intervento del Ministro era stato la diretta conseguenza dell’attacco scagliato dal cardinale Bagnasco, che aveva sostenuto che i contenuti del libretto andassero concordati con docenti e genitori – ove per genitori, ovviamente, si intendono quelli delle associazioni cattoliche di area conservatrice.

Durante un’interrogazione parlamentare mercoledì 4 giugno l'onorevole Rampelli (Fratelli d'Italia) ha posto una domanda al ministro Giannini. Non pago che la distribuzione del libretto incriminato sia stata arrestata, Rampelli è preoccupato che nelle scuole continuino ad essere promosse iniziative in cui si proiettano film a tematica omosessuale e transessuale, si mostrano modelli di famiglia differenti, in sostanza si mina l'italica virilità diffondendo la fantomatica “teoria del gender”.

Ci saremmo aspettati che il ministro si mostrasse infastidita da cotanta ignoranza e rispondesse che non esiste nessuna “teoria del gender”, ma che è opinione diffusa nei modelli delle branche della scienza che si occupano del tema che il modello di rappresentazione del genere è complesso e strutturato in quattro fattori fondamentali. I modelli scientifici non si concertano né con i genitori, né con la Chiesa cattolica.

Il ministro ha invece risposto con un'apertura che ha mandato in festa gran parte del mondo cattolico: pur ribadendo l’impegno del ministero nella lotta al contrasto di ogni forma di discriminazione, bontà sua, ha annunciato che entro settembre verranno aggiornate le Linee guida predisposte dal suo predecessore (dal 2006 al 2008) Giuseppe Fioroni. Giannini ha ribadito l’estraneità del suo ministero alla redazione e diffusione degli opuscoli dell’Unar e affermato che le nuove Linee guida saranno stabilite attraverso il confronto con i genitori dei bambini.

“Il tavolo naturale del confronto dovrebbe essere quello del Fonags”, dice Roberto Gontero, presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) e coordinatore del Forum delle associazioni dei genitori della scuola (Fonags, appunto). “Proprio nell’incontro che abbiamo avuto a maggio – ricorda Gontero – avevamo chiesto al Ministro di riscrivere le Linee guida, perché riteniamo irrealistico che entrino nelle classi dei nostri figli contenuti che non hanno ricevuto il preventivo consenso dei genitori. Il Ministro ha recepito queste nostre preoccupazioni e di questo siamo certamente soddisfatti”.

Risponde per le rime l'Unione degli Studenti, secondo cui la dichiarazione del Ministro “altro non è che una risposta repressiva in linea di continuità con la protesta dei genitori di alcuni studenti del liceo Giulio Cesare di Roma, nata contro la diffusione da parte della Unar degli opuscoli Educare alla diversità a scuola". Prosegue Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Studenti: "i luoghi della formazione devono essere dei presidi di libertà, di emancipazione e di netto contrasto all'oscurantismo ideologico sui temi riguardanti la sessualità, la discriminazione di genere e l'autodeterminazione dei soggetti in formazione appartenenti alla comunità Lgbtqi. L'Unione degli Studenti si farà promotrice di vigorose manifestazioni di dissenso, qualora le Linee Guida ministeriali venissero assunte come pratica reazionaria all'interno dei luoghi di formazione".

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Giugno 2014 13:38
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