Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Picasso, a 40 anni dalla morte, la tela che acceca i potenti

Picasso, a 40 anni dalla morte, la tela che acceca i potenti

Nacque il 15 ottobre 1881 a Màlaga come Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso. Morì l’8 aprile 1973 a Mougins, più semplicemente, come Pablo Picasso. Fu scultore di geniali allucinazioni, dislessico, e poeta, come amava definirsi; ma soprattutto pittore universale contro i totalitarismi del suo tempo. Il secolo diciannovesimo scandiva l’anno ’37 quando la Legione Condor, corpo volontario della Lutwaffe, rase al suolo la città basca di Guernica.

E quando Picasso, nel giugno, denunciò a tutto il mondo l’orrore di quella guerra, meschina alleanza nazi-fascista che lacerò per anni il popolo spagnolo, con la sua opera più famosa e tragicamente omonima: “Guernica” appunto. Mentre la stava dipingendo, dichiarò: “La guerra di Spagna è la battaglia della reazione contro il popolo, contro la libertà. Tutta la mia vita è stata una lotta continua contro la reazione e la morte dell’arte. Nel dipinto a cui sto lavorando e che si intitolerà ‘Guernica’, e in tutte le mie opere recenti, esprimo chiaramente il mio odio per la casta militare che ha fatto naufragare la Spagna in un oceano di dolore e di morte”.

Quella casta militare, guidata dal generale Francisco Franco, mantenne il potere per quasi quarant’anni, censurando le menti, perseguitando le minoranze, reprimendo le diversità. Mentre negli stessi anni Pablo Picasso, dipingeva bizzarrie, raccontava gli ultimi, ridava vita agli emarginati. Il “Guernica” prese forma da alcune foto pubblicate dal quotidiano francese “Ce soir”, scattate a pochi giorni dal bombardamento dell’aprile 1937 da Dora Maar, sua compagna e ispiratrice. Opera senza tempo, che consacrò il Picasso pittore e pacifista, che raccontò al mondo la tragedia della guerra civile, il “Guernica” tornò in Spagna all’indomani della morte di Franco ed è oggi conservato al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. Pare sia uno dei dipinti più visitati e apprezzati della terra, e ancora adesso rappresenta un richiamo e un monito contro i guerrafondai di questo pianeta. Che spesso tra lo spazientiti e l’impaccio sono costretti a guardarlo. Era il giorno 5 febbraio 2003 quando però i potenti del mondo decisero di non guardarlo. Un arazzo raffigurante il “Guernica” si trovava, e si trova, infatti lungo il corridoio antistante alla sala delle riunioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, messo lì a evocare il dramma dei bombardamenti aerei di un’epoca, e qualche guerra, precedente.

Era il 5 febbraio quando il segretario di Stato degli U.S.A. Colin Powell e il direttore della Cia George Tenet si presentarono al Consiglio di sicurezza chiedendo di approvare un intervento militare in Iraq, e proprio quel giorno il “Guernica” non apparve alle telecamere, coperto da un lungo drappo azzurro. Il portavoce dell’ONU Fred Eckhard motivò la decisione, spiegando che di fronte alle telecamere l’arazzo rischiava di produrre “un effetto di confusione visiva”. Gli Stati Uniti non ottennero l’appoggio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ma nelle settimane successive cominciarono comunque a bombardare Baghdad. Per annunciare al mondo una nuova guerra non si poteva inquadrare quella tela che ricordava la tragedia dei bombardamenti. L’imbarazzo dell’arte ne avrebbe disturbato i preparativi; la luce di quel dipinto rischiava di accecare i suoi mandanti.

Inafferrabile è la potenza illuminante della pittura, anche per il “Guernica”, che di colore non ne ha: solo bianco, nero e grigio.  

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info