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Poggioreale: detenuto affetto da cancro, “curato con la tachipirina”

Poggioreale: detenuto affetto da cancro, “curato con la tachipirina”

Hanno inscenato un sit-in insieme a Luigi Mazzotta e Rosa Criscuolo, dell'associazione radicale “Per la grande Napoli” e ad altri esponenti radicali ed ex detenuti, i familiari di Luigi Moscato, un detenuto di 55 anni affetto da cancro ai polmoni con metastasi sparse, che si trova nel penitenziario napoletano di Poggioreale. La moglie, Lucia Buccino, lancia una pesante accusa: “Lo ‘curano’ solo con la tachipirina”. Dure anche le accuse di Francesco Moscato, fratello del detenuto, che non risparmia critiche all'ospedale Cardarelli e al primario del reparto di Pneumologia: “Come si è permessa questa persona, davanti al caso di un malato così grave, di rispedirlo qua?".

L'uomo ha spiegato che è stata disposta una perizia medico-legale, aggiungendo: “Vediamo questa lungaggine burocratica quanto dura, se ce lo fanno uscire vivo o ce lo riportano cadavere”. Moscato ha riassunto l'iter che ha portato il fratello in carcere, da incensurato e in attesa di giudizio, per reati legati al furto e alla ricettazione, denunciando ancora: “Ieri abbiamo notato un altro detenuto, sulla sedia a rotelle. Gli colava il sangue dal naso. Come si fa a tenere questa gente in carcere? Ci sono misure cautelari alternative per questa gente”.

“Daniele De Santis ha ammazzato un ragazzo e sta tranquillo in ospedale, anche se non ha niente, mentre mio marito, con un tumore, deve restare in carcere, è questa la giustizia?”, urla con tutta la sua rabbia Lucia Buccino, davanti al carcere di Poggioreale, proseguendo: “Dicono che mio marito è complice di alcuni ragazzi che hanno fatto uno scippo di orologio... Mio marito a 55 anni si metteva a fare lo scippo di un orologio? Lui è incensurato, era un lavoratore... Ha dovuto lasciare il lavoro per un infarto”.

“La detenzione ingiusta, la detenzione anche passando sulla salute dei nostri cittadini è sicuramente da rivedere, attraverso la riformulazione di misure alternative”, ha aggiunto Rosa Criscuolo, che è tornata a chiedere l'amnistia e ha ricordato il caso di un altro detenuto grave, stavolta nel carcere di Secondigliano, Fabio Ferrara, il quale “si trova sulla sedia a rotelle e non è supportato dalla struttura in maniera sufficiente. Ha una famiglia che soffre, una famiglia che non sa come intervenire e uno Stato criminale. Come dice Pannella, noi dobbiamo aiutare lo Stato a uscire dalla flagranza di reato”.

Ma non è solo il caso di Moscato a scuotere il penitenziario napoletano in questi giorni. Secondo i dati pubblicati da 'Ristretti Orizzonti', con la morte di un detenuto 63enne, Vincenzo De Matteo, trovato impiccato in cella, Poggioreale ha ora un macabro primato: è il carcere “leader” per i suicidi, con sei decessi su 31 complessivi avvenuti nel 2014 in Italia. “Oramai Poggioreale va rasato al suolo, non va bene più. E' un struttura vecchia. E' il nuovo Alcatraz da chiudere”, denuncia Pietro Ioia, ex detenuto e ora in prima linea nella battaglia per i diritti di chi è in carcere, frasi che fanno eco a quelle pronunciate dal cappellano del penitenziario, don Franco, il quale ha definito Poggioreale “un carcere che restituisce alla società persone incattivite, che andrebbe raso al suolo per essere ricostruito in forma umana”.

Ultima modifica ilVenerdì, 19 Settembre 2014 12:05
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