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Gabriele Mastroleo

Gabriele Mastroleo

Salentino di nascita, vive a Macerata, città delle olive ascolane. Ha attraversato per un decennio collettivi e movimenti studenteschi. Gioisamente precario, attualmente è redattore di un portale online e per sbarcare il lunario fa anche il cameriere. Si occupa di pratiche mutualistiche, di storia del cinema e di altre stronzate.

Tra gli schiavi di 'Mafia Caporale': xenofobia, ricatto e subalternità senza regole

“So che ogni volta è una scoperta, che non c’è limite alla depravazione del caporalato”, è riassumibile in questa breve riflessione dell’Io narrante, l’etnografo Leonardo Palmisano, il saggio ‘Ghetto Italia’ (Fandango Libri), scritto a quattro mani insieme al camerunense Yvan Sagnet, già leader della rivolta dei braccianti di Boncuri, nei pressi di Nardò, dell’estate 2011. I due autori si sono ritrovati a compiere un viaggio dall’estremo tacco di Italia fino alle regioni del Nord Ovest del Paese per delineare quello che è il complesso quadro del caporalato in Italia o come lo ribattezza proprio Palmisano “Mafia Caporale”.

La legalità ai tempi di Salvini

Matteo Salvini partecipa a Roma a una manifestazione organizzata da un sindacato delle forze dell'ordine e da lì rilancia l'idea di reintrodurre la leva obbligatoria, sottolineando come al nostro Paese servano ordine e disciplina. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse per il fatto che da mesi lo stesso Salvini punta al superamento della dicotomia tra destra e sinistra, salvo poi riesumare concetti che nel secondo dopoguerra hanno fatto parte della peggiore tradizione reazionaria, diretta discendente del Ventennio.

Numeri identificativi di polizia, domani il ddl al Senato

Introduzione dei numeri identificativi per le forze dell'ordine in assetto antisommossa, una battaglia che Il Corsaro ha fatto propria due anni e mezzo fa, in pieno governo Monti, lanciando una petizione online che ha raccolto oltre 20mila firme e mettendo in campo una campagna di informazione, nella quale si ricordava tra l’altro come anche l’Europa abbia espresso “preoccupazione per il ricorso a una forza sproporzionata da parte della polizia durante eventi pubblici e manifestazioni nell'UE”, invitando “gli Stati membri a garantire che il personale di polizia porti un numero identificativo”.

Sono cool questi rom! Miti da sfatare sul popolo gitano

«I rom, gli zingari, sono la feccia della società» sbraitava qualche sera fa a Piazza Pulita l'europarlamentare della Lega Nord, Gianluca Buonanno, quello del dito medio a Strasburgo e della spigola sventolata a Montecitorio, replicando ad alcune affermazioni fatte da Djana Pavlovic, attrice e attivista serba ma naturalizzata italiana, di etnia rom. Davanti a chi applaudiva quelle affermazioni il conduttore Corrado Formigli ha provato a prendere le distanze. Ma farebbe meglio a non fare da megafono, come giustamente gli ha fatto notare Fiorella Mannoia, ospite de La Zanzara su Radio24: «E poi dicono che il nemico pubblico numero uno è Maria De Filippi, perché Formigli lo invita?».

Un morto ogni due giorni “nelle mani dello Stato”

Dal 12 ottobre sono 16 i decessi nelle carceri italiane documentati dal portale 'Ristretti Orizzonti'. Per la gran parte suicidi, l'ultimo nel penitenziario fiorentino di Sollicciano: un 34enne tossicodipendente, Tomas Filia, rimasto solo in cella, si è impiccato con delle lenzuola. La triste serie, che ha riportato le statistiche delle morti in carcere ai livelli dello scorso anno, era iniziata con il suicidio a Como di Cuevas Galvez, detenuto da pochi giorni per piccoli reati. “Il suicidio di un altro detenuto in carcere dimostra come i problemi sociali e umani permangono”, aveva denunciato Donato Capece del Sappe.

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