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Basta veleni, la Terra dei Fuochi è contro il termovalorizzatore per bruciare le "eco-balle"

  • Scritto da  Mirco Maestrini
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Ecoballe Taverna del re Ecoballe Taverna del re

Fonte: L'Iniziativa - "Terra dei fuochi", "disastro ambientale”, nulla di nuovo per chi vive nelle cosiddette "terre di Gomorra". Eppure le recenti dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone hanno riacceso i riflettori sulla più grande catastrofe ecologica italiana. Un’agghiacciante realtà si è posta davanti agli occhi di chi, per anni, non ha visto o non ha voluto vedere: fusti interrati, fumi tossici, cumuli di rifiuti illegali. L'emergenza ha proporzioni epocali e affrontarla appare quanto mai lungo, difficile e costoso. Le cifre pronunciate da più parti fanno accapponare la pelle fra numero di morti, tempi e costi di una bonifica talvolta impossibile.

Una situazione particolarmente grave si vive a Giugliano in Campania, ad una manciata di chilometri dal territorio flegreo. Non solo rifiuti smaltiti illegalmente e roghi tossici, qui la linea sottile fra legale e illegale è stata spesso varcata generando mostri. È il caso dell'ex discarica Resit, dove con false attestazioni sono state smaltite tonnellate di rifiuti tossici, ma anche di Taverna del Re con le sue “ecoballe”: sei milioni di imballaggi da una tonnellata, accatastate in enormi piramidi alte fino a 12 metri. Alcune sono state poste sotto sequestro, altre sono andate bruciate e per tutte vige il forte sospetto che nascondano rifiuti speciali. Per smaltirle si è pensato di realizzare in loco un impianto di termovalorizzazione.­ Il provvedimento, male accolto dagli abitanti di Giugliano, ha scatenato fin dal principio grosse polemiche che si sono acuite dinanzi alla scelta di andare avanti con il bando, chiusosi con due offerte. La regione, per bocca dell'assessore Romano, ha dichiarato la propria impotenza di fronte a questa scelta di indirizzo nazionale. Sono seguite dichiarazioni di timida apertura secondo cui sarebbero allo studio soluzioni alternative.

Una proposta alternativa è stata lanciata da Raffaele Del Giudice, ex direttore di Legambiente ed attuale numero uno di ASIA, la società municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti a Napoli. Più che una di proposta, Del Giudice parla di una "idea di studio" da approfondire e verificare.

Il primo passaggio sarebbe quello di analizzare il contenuto delle balle che andrebbero poi trasferite negli impianti STIR già presenti in Campania, dove con piccole modifiche potrebbero essere aperte per dividerne il contenuto.

Ipotizzando che circa il 50% del materiale potrebbe ancora essere riciclato, bisognerebbe individuare la precisa composizione della restante metà e studiare per essa soluzioni ad hoc. Un'ipotesi è quella del "bricchettaggio", processo attraverso cui i rifiuti verrebbero trasformati in combustibile dando vita a blocchi compatti e inerti, stoccabili anche all'aperto, che potrebbero essere bruciati per creare energia.

Si tratta di un'ipotesi innovativa e lo stesso presidente di ASIA è molto prudente. Le alternative al termovalorizzatore non sono molte, il lavoro è complesso e i tempi piuttosto stretti. Tuttavia resta la speranza che il tavolo istituito al Ministero valuti effettivamente questa e altre proposte. La costruzione del nuovo impianto è un affare da 460 milioni di Euro. Gli interessi in gioco sono forti, ma occorre lavorare insieme, istituzioni e società civile. Chiudere gli occhi o fare scelte sbagliate oggi, significherebbe ammazzare il domani, per queste terre e per quanti vogliono continuare a viverci.

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