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Spagna, la destra si è fermata a Siviglia. E ora sciopero generale.

Spagna, la destra si è fermata a Siviglia. E ora sciopero generale.

 

 

"No pasaron!" si grida oggi a Siviglia e sembra quasi che non sia vero. No, questa volta non sono passati. La destra spagnola, che lo scorso anno aveva conquistato quasi tutte le comunità autonome ed era giunta ad ottenere una strepitosa vittoria alle elezioni politiche di novembre, è rimasta alle porte dell’Andalusia. Per i prossimi anni saranno ancora i socialisti a governare nella più grande regione di Spagna.

Sembra quasi che non sia vero perché non vi era un solo sondaggio che nei giorni scorsi non dava per scontato il trionfo del Partito Popolare.  In Andalusia il PSOE, ancora sotto shock per la batosta delle elezioni di novembre, sembrava dovesse pagare duramente i 30 anni di governo caratterizzati anche da una profonda corruzione e da gravi scandali che hanno intaccato pesantemente l’immagine del partito. E invece, ecco che dalle urne nasce uno scenario inaspettato. I socialisti perdono sì nel confronto diretto con il PP, ma alla loro sinistra assistono alla incredibile crescita di Izquierda Unida, che raddoppia il numero di seggi e guadagna 120mila voti, consegnando così le chiavi del Governo al presidente uscente José Antonio Griñan. Nel frattempo, anche nelle Asturie - dove pure si è votato per il rinnovo del Parlamento locale – il PP ha ottenuto un risultato mediocre: forse potrà confermarsi al governo ma cala sia in numero di voti che di seggi.   

Eppure Mariano Rajoy l’aveva preparata per bene questa tornata elettorale. Aveva fatto di tutto per posticipare le misure di austerità più severe a seguito delle elezioni autonomiche. Ciò nonostante non è riuscito a nascondere la riforma del lavoro, innescando così paura e scontro sociale. La convocazione dello sciopero generale per giovedì prossimo da parte dei sindacati ha rappresentato una spinta importante per la sinistra che si preparava al voto. Finanche il malconcio PSOE ne ha tratto vantaggio, ma –  come riconoscono importanti editorialisti spagnoli –  chi esce come vero vincitore di questa domenica elettorale è Izquierda Unida.

La federazione guidata da Cayo Lara conferma l’ottimo risultato riscontrato nelle elezioni di novembre e diventa decisiva per le sorti del PSOE. A giudizio dei dirigenti di IU, ad uscire sconfitto è il bipartitismo, ancora tenuto a galla da una legge elettorale che sovrastima il valore reale di popolari e socialisti. Non è la prima volta che IU raggiunge cifre superiori al 10% ma in passato non ha saputo conservare i consensi. Ora, davanti a misure di austerità che si attendono durissime, è possibile che la sinistra radicale catturi l’appoggio dei delusi del PSOE e riesca a consolidarsi.

Una conferma all’ipotesi verrà dallo sciopero generale di giovedì. Nonostante le pressioni di Governo e Confindustria, i sindacati, movimenti e partiti sono impegnati in un grande sforzo per spingere il paese a fermarsi. “Non avere paura. Sciopera” è uno degli slogan. Giovedì si capirà se la Spagna si indirizza davvero verso una fase nuova di conflitto sociale.

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