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Romania, passo indietro del Governo. Ma la protesta continua

Continuano le proteste in Romania contro le misure economiche adottate dal Governo nonostante i primi, parziali passi indietro dell’esecutivo guidato dal conservatore Emil Boc. Dopo aver dimissionato il viceministro della sanità Arafat – contrario ad una proposta di privatizzazione di alcuni servizi sanitari –  il Governo è tornato ieri sui suoi passi richiamando al suo incarico Arafat e annunciando la creazione di una commissione che modificherà la proposta di legge.

Ciò nonostante le manifestazioni sono continuate ieri nelle principali le città della Romania. Per l’ottavo giorno consecutivo migliaia di persone sono scese in piazza per contestare le misure di austerità adottate dall’esecutivo per rientrare nei livelli di deficit concordati con il Fmi e con l’Ue.
Le politiche di privatizzazioni e di compressione dei salari in Romania sono state tra le più dure d’Europa. Già lo scorso anno, infatti, il Paese – in cui il salario medio è di 400 euro –  era entrato in subbuglio per via del taglio del 25% dei salari dei dipendenti pubblici e dell’aumento dell’IVA del 5%.

Da otto giorni la protesta dei cittadini è riaffiorata a seguito delle dimissioni del viceministro della sanità Raed Arafat – contrario ad una proposta di privatizzazione del settore –, il blocco delle pensioni e contro la corruzione dilagante nel sistema politico rumeno. La proposta del Governo di privatizzare lo Smurd, il servizio di pronto intervento rumeno fondato proprio dallo stesso Arafat negli anni '90, ha scatenato un’ondata di simpatia verso il politico di origine palestinese.

La protesta ha assunto ormai un carattere chiaramente politico. I manifestanti chiedono a gran voce le dimissioni del Presidente Traian Basescu e del Primo Ministro Emil Boc, guardati come simbolo non solo dei tagli e delle privatizzazioni ma anche della repressione che da giorni la polizia sta scatenando contro i manifestanti e dei numerosi casi corruzione che hanno colpito il Governo. La richiesta si è spostata anche alle forze politiche. Il Partito nazional liberale di Crin Antonescu ha chiesto la formazione di un governo tecnico che traghetti il paese fino ad elezioni anticipate, una posizione condivisa anche dal Partito Socialdemocratico e dal Partito Conservatore.

Due giorni fa è giunto anche l'appello dell'Organizzazione dei media nel sudest dell'Europa (Seemo) affinché il governo di Bucarest identifichi e porti davanti alla giustizia manifestanti e poliziotti sospettati di aver attaccato nove giornalisti durante le proteste antigovernative nei giorni scorsi. I reporter, spiega l'organizzazione, sono stati attaccati mentre stavano seguendo le manifestazioni contro le misure di austerità a Bucarest domenica e lunedì.

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