Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Latinoamerica. Celac: fine della dottrina Monroe?

 

Il 2 e 3 dicembre si è tenuto a Caracas il primo vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac), organismo intergovernamentale che unisce 33 Paesi americani. Rispetto alle altre numerose organizzazioni regionali l’importanza assunta dal Celac è dovuta al fatto di essere l’unica a raccogliere tutti gli Stati latinoamericani (intendendo anche quelli di lingue portoghese, francese inglese e olandese) e di escludere Stati Uniti e Canada. Per via di questa composizione e del fatto che il Venezuela chavista è stato il più forte promotore alla creazione della Comunità, in molti vedono nel Celac la costituzione di un’asse di integrazione economica e politica in contrapposizione agli USA. Tuttavia, dall’incontro di Caracas sembra che gli obiettivi e il funzionamento dell’organismo siano ancora in gran parte da definire.

 

Il Celac nasce in un momento particolare nella storia del Sud America. Nel clima effervescente per il bicentenario dell’indipendenza di molti Paesi dell’area e un in contesto economico che vede in crisi i suoi partner storici –Stati Uniti e Europa- il Latino America si sta dotando da anni di strumenti che permettano una nuova cooperazione politica ed economica. Inoltre molti dei Paesi dell’area sembrano alla ricerca di nuove collaborazioni come dimostrano le relazioni crescenti con Cina e Russia. La Celac si introduce dunque in un processo avviatosi nell’area da più di un decennio simboleggiato dalle vittorie elettorali delle sinistre in molti Paesi e finalizzato ad una maggiore autonomia delle decisioni politiche. Da parte degli Stati del cosidetto “blocco bolivariano” –Venezuela, Bolivia, Cuba, Ecuador e Nicaragua- la nuova Comunità rappresenterebbe un superamento dell’Organizzazione degli Stati Americani -organo composto da tutti i Paesi del Continente ad eccezione di Cuba e tradizionalmente pilotato dagli Usa- nonché della storica influenza degli statunitensi sulle politiche sudamericane. “Stiamo rispedendo al mittente la Dottrina Monroe” http://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina_Monroe ha affermato il Presidente nicaraguense Daniel Ortega.

 

Ciò nonostante, il successo in chiave antimperialista da parte del Celac sarà tutto da dimostrare dal suo reali funzionamento. Della Comunità fanno parte anche Stati governati da forze politiche di destra (Cile, Messico, Guatemala, Colombia) ben distanti dalle finalità antimperialiste del Presidente venezuelano Hugo Chavez. D’altronde non sono stati pochi gli insuccessi dei bolivariani durante il vertice. Non è stato creato un organismo permanente, le decisioni verranno sempre prese all’unanimità ed è stata rifiutata la proposta di sancire la fine del OSA. Inoltre non solo Presidenti di stampo liberista e filo-statunitensi come Piñera (Cile) e Santos (Combia) ma anche i Presidenti di Uruguay, Brasile e Paraguay hanno sottolineato i rischi di una rottura con gli USA.

 

Se è dunque vero che il Sud America non è più il “cortile di casa” degli Stati Uniti, il ruolo del Celac verso una maggiore autodeterminazione nelle scelte economiche e politiche sarà tutto da dimostrare nella pratica. Per il momento vi è il fatto simbolico, importante, della costituzione della prima comunità di tutti i Paesi del continente ad eccezione dei due più ricchi. Il punto cruciale riguarda comunque la politica interna degli Stati governati dalle sinistre. Da tempo in Paesi come Brasile, Venezuela e Bolivia una parte importante dei movimenti sociali accusano i governanti di aver posto un freno alle riforme più radicali e di andare a patti con le multinazionali. Dalla capacità dei governi di sinistra di insistere nella fase di riforme sociali e democratiche dei loro Paesi verrà determinato il futuro del Celac come area dove applicare ricette economiche diverse da quelle europee e nord-americane.

 {tortags,14,1}

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info