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#euro2014: nel disinteresse generale parte la sfida per il futuro del continente

#euro2014: nel disinteresse generale parte la sfida per il futuro del continente

Alexis Tsipras e Martin Schulz al momento sono gli unici competitors in campo per la carica di commissario

Biasimare i media italiani di disattenzione verso la politica estera è doveroso e necessario.

Biasimare un’intera nazionale di disinteresse verso la politica europea è, tuttavia, inutile. Le conclusioni di un’indagine sull’opinione pubblica nell’Unione Europea condotta già dell’autunno 2011 da Eurobarometro evidenzia la preoccupazione degli italiani rispetto alle politiche continentali di gestione della crisi: “Oltre un terzo degli intervistati – si legge nella ricerca commissionata da Bruxelles – dice esplicitamente che l’Unione europea è sulla strada sbagliata per uscire dalla crisi, mentre in Europa prevalgono i soddisfatti della strategia Ue. 

Per superare la congiuntura negativa, gli italiani auspicano in primo luogo una riforma del mercato del lavoro che possa aumentare il livello di occupazione.” Quale il livello di informazione sull’Unione in generale? “Una parte cospicua degli intervistati italiani (20%) dice di non ricercare attivamente informazioni sulla politica europea. Il dato fa pensare in quanto rappresenta il record europeo. Persino in Turchia, paese al di fuori dell’Ue, si registra una percentuale inferiore che in Italia di coloro che non cercano notizie europee.”

Comprendiamo perfettamente per quale ragione non abbia riscosso molto interesse la notizia, diffusa già del giornale online Il Becco il 19 ottobre, che Alexis Tsipras sia stato formalmente proposto come candidato alla guida della commissione europea dal presidente della Sinistra Europea, il francese Pierre Laurent, peraltro segretario nazionale del Parti Communiste Français. “Per la Sinistra Europea – si legge nel comunicato del Consiglio di Presidenza del partito continentale questa proposta potrebbe essere un forte simbolo di speranza per l’Europa. La Grecia è stata una cavia per le politiche di austerità. Ma la Grecia ha resistito e resiste ancora. Syriza, il partito di cui Alexis Tsipras è presidente, ha unito il popolo greco contro i trattati barbarici e autoritari [..] La voce di Alexis Tsipras potrebbe essere la voce della resistenza e della speranza contro le politiche ultra-liberali e per fronteggiare la minaccia dell’estrema destra. “ La presidenza del partito ha dunque incaricato Laurent di allargare il consenso verso questa proposta a tutte le forze associate alla Sinistra Europea e a quei partiti che, pur membri del gruppo europarlamentare della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL), non fanno parte di EL - European Left.

L’ufficialità della candidatura dovrebbe arrivare con il quarto congresso di EL - European Left, convocato a Madrid dal 13 al 15 dicembre. Rifondazione Comunista, membro ufficiale di EL, ha già annunciato un sostegno entusiastico alla proposta.

Sulla candidatura unitaria per la commissione europea, il PES – Party of the European Socialism, aveva già emanato delle linee guida il 24 novembre 2011. “Conferire ad una persona e un volto – scriveva il PES in un suo documento - alla nostra piattaforma politica sarà uno strumento prezioso per interessare le persone al dibattito e per illustrare meglio che, nel dibattito a livello Europeo e non solo nazionale, la sinistra e la destra hanno diversi programmi e politiche, impersonati da diversi candidati”. Fissare l’agenda politica continentale attraverso scelte qualificanti e chiare, oggetto di dibattito pubblico. Il congresso e il consiglio del PES hanno lavorato alacremente nel corso di questi anni, arrivando a fissare una piattaforma politica nel giugno 2013: il PES Fundamental Programme.

Il 6 novembre, il presidente Sergei Stanishev proporrà uno o più candidati al consesso di forze associate. Salvo sorprese dell’ultima ora, il candidato sarà Martin Shulz, presidente del parlamento europeo, socialdemocratico tedesco. Oggetto della pessima ironia di Silvio Berlusconi, allora presidente del consiglio e presidente di turno dell’Unione, che lo paragonò ad un kapò nel corso di un dibattito.

Ben consapevole del fatto che la sfida europea della primavera 2014 sarà fra fiducia e sfiducia nel fragile (o potenziale) sistema politico continentale, Shulz ha messo “il carro avanti ai buoi” e in un’intervista del 3 novembre a Le Monde dichiara già la declinazione che assumerà la sua campagna. “L’obiettivo della mia candidatura è tentare di raddrizzare l’Europa” dichiara l’energico socialdemocratico, senza sfuggire alla naturale obiezione che pone chi segue un minimo la politica delle nazioni europee. Quale può essere l’alternativa proposta da un esponente della socialdemocrazia tedesca, che potrebbe a breve partecipare a un governo di larghe intese con la CDU-CSU di Angela Merkel e che, negli anni, non ha posto obiezioni forti al rigore economico imposto dalla Bundeskanzlerin? “Abbiamo bisogno di una sintesi fra una disciplina sostenibile di budget e un progetto di rilancio economico degli investimenti strategici e della lotta contro la disoccupazione dei giovani”. Sembra un ricordo del tentativo di François Hollande: disciplina dei conti pubblici e politiche di crescita. Shulz si sofferma sulla necessità del credito alle imprese, per sostenere la ripresa economica: “gli Stati hanno salvato le banche, ma queste sono riluttanti a iniettare il denaro ricevuto nell’economia reale. La creazione dell’unione bancaria non ha solo l’obiettivo di salvare le banche, ma soprattutto di rivitalizzare i prestiti alle imprese”. La chiave di volta del sistema politico continentale? Shulz non ha dubbi: la legittimità democratica del governo dell’Unione attraverso un ruolo più forte del Parlamento, unica istituzione pienamente rappresentativa dei cittadini. Sulle competenze dell’Unione, messe costantemente in dubbio dai fautori della visione puramente inter-governativa (il Regno Unito), il socialdemocratico ricorda che l’essenziale è che la decisionalità sia più vicina possibile ai cittadini. Individua la sfera delle competenze UE in agricoltura, cambiamenti climatici, fisco, commercio, politiche monetarie, controllo dei mercati finanziari e delle banche. Lo scandalo della rete spionistica gestita dalla National Security Agency, inoltre, deve portare ad una “pausa di riflessione” rispetto al trattato di libero scambio nord-atlantico fra UE e USA: “la fiducia è essenziale per proseguire le discussioni”.

Il giornalista Philippe Ricard, su Le Monde, analizzando l’entusiasmo della candidatura di Shulz, riflette sul fatto che il presidente socialista del Parlamento Europeo “non ha niente da perdere”. Fortemente criticato dai conservatori per la modalità di gestione dell’assemblea, di cui ha ribadito continuamente la centralità in quanto unico organismo democraticamente legittimato, è tuttavia uno dei due candidati realmente in campo, con una propria visione e con la capacità d’imporre temi sull’agenda politica. Scarto non da poco rispetto all’attuale maggioranza conservatrice del parlamento europeo, che preferirebbe individuare il prossimo capo della commissione europea attraverso consultazioni fra leader e capi di stato, dopo le elezioni. “Più che altro – scrive Ricard – la parlamentarizzazione della vita politica europea è ben lungi dal fare consenso. Bisognerebbe politicizzare la commissione, prevista al di sopra delle parti? Non è ovvio. L’esecutivo europeo è in una condizione paradossale: è stato marginalizzato nella vicenda caotica della gestione della crisi nella zona euro dai governi e dalla BCE, pur guadagnandone il passaggio di nuovi poteri allo scopo di controllare i governi nazionali. L’elezione del presidente alla fine di una campagna pan-europea potrebbe, secondo i partigiani di quest’idea, ridare legittimità ad un’istituzione sballottata come mai. Tuttavia il collegio dei commissari è già un gruppo plurale costituito in funzione dei rapporti di forza del momento in Europa e sulla base delle maggioranze di ogni Stato membro. Ma dovrebbe operare nella più stretta neutralità. La sua indipendenza e neutralità non mancheranno d’essere contestati in caso di forte politicizzazione”.

Non un tema da poco, insomma. Una riflessione capace di modificare gli equilibri continentali nei prossimi anni. Dimostrazione del fatto che la personificazione di piattaforme politiche può essere, in questa fase, l’utile vettore di un dibattito troppo occultato.

Indagine Eurobarometro, autunno 2011 

Comunicato della Presidenza di European Left

Il Becco, 19 ottobre

Documento PES sulla candidatura alla commissione europea

Documento PES sul programma fondamentale per le europee

Intervista a Martin Shultz, Le Monde 03/11/2013

Le vraie fausse bonne idéee de M. Shultz, Le Monde 30/10/2013

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