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"Roma ore 11", a Venezia si parla di lavoro

roma ore 11 2

Roma, ore 11: il crollo di una palazzina coinvolge decine di ragazze accorse con la speranza di ottenere un posto di lavoro. Sembra una notizia di oggi, invece è l’inizio di Roma ore 11 di Giuseppe De Santis, un grande capolavoro del cinema italiano con cui martedì 28 agosto si aprirà la Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno, a sessant'anni di distanza dall'uscita nelle sale.

Una straordinaria anteprima, organizzata dalla Biennale in collaborazione con alcune testate giornalistiche locali, per la più importante pellicola del tardo Neorealismo, basata su un inchiesta realizzata da un allora giovanissimo Elio Petri. Il film fa riferimento ad un episodio di cronaca avvenuto nel 1951, in un'Italia ancora ferita dal secondo conflitto mondiale: decine di ragazze, candidate per un posto da dattilografa, promosso attraverso degli annunci sui giornali, vengono travolte dal crollo della palazzina in cui si svolgono i colloqui; ferite, verranno trasferite in un nosocomio, dove scopriranno di non avere diritto a cure gratuite.

Il film è un'opera corale che si nutre della lezione zavattiniana, con il noto sceneggiatore che tra l'altro ha collaborato alla realizzazione della pellicola. Ma soprattutto, mostra ancora oggi tutta la sua attualità: nei giorni scorsi a Castelfranco Veneto, per concorrere ad un posto da infermiere a tempo determinato si sono presentati in 650. E non si tratta di un caso isolato. Ogni giorno ci confrontiamo con situazioni che ben poco si discostano dal soggetto della pellicola di De Santis: la morte sul lavoro, la crisi del sistema sanitario pubblico, le decine di forme di contratto di lavoro atipiche, il ricatto della mancanza di garanzie.
La straordinaria vitalità del film trova perciò riscontro nella quotidiana devastazione dello stato sociale, nella messa al bando di organizzazioni sindacali con un forte potere contrattuale come la Fiom, nella precarietà diffusa e nella disoccupazione giovanile, nella riscoperta della mutualità come mezzo per uscire dalla crisi.

roma ore 11

Possiamo quindi considerare Roma ore 11 un importante punto di riferimento per tutti quei registi che si sono confrontati con  film che, negli ultimi decenni, hanno trattato la tematica del lavoro in Italia, da La classe operaia va in paradiso di Petri a Signorina Effe di Wilma Labate, fino ai recenti Sul mare e La fabbrica dei tedeschi, pellicole in grado di descrivere la disumanità di certi rapporti lavorativi e dei conflitti di classe, così come si sono delineati nella nostra storia recente.
De Santis affermò che il suo film era “un dito puntato sulla piaga della disoccupazione”. Lo è ancora oggi, sessant'anni dopo, in un Paese attanagliato dalla paura della crisi.

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