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il docu-film "io sto con la sposa" irrompe al Festival di Venezia

il docu-film "io sto con la sposa" irrompe al Festival di Venezia
Diciassette minuti di applauso e un lungo corteo di ragazze vestite da sposa spezzano la monotonia del rituale Festival di Venezia: molto più di un film "impegnato", il docu-film "Io sto con la sposa" rappresenta una sfida vinta anche su un piano politico-sociale che su oltre che artistico.
Finanziato con una riuscitissima operazione di crowdfunding (quasi 100 mila euro raccolti rispetto alla cifra di 75 mila euro da raggiungere) , "Io sto con la sposa" nasce da un'idea geniale dei registi Antonio Augugliaro, Gabriele del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry che lo scorso novembre hanno deciso di aiutare una ventina di siriani e palestinesi a raggiungere la Svezia per chiedere asilo-politico, inscenando un corteo nuziale, idea che ha consentito loro di superare i controlli alla dogana.
L' impresa, riuscita in tre giorni e dopo chilometri percorsi a bordo di macchine lussuose prese in noleggio, ha permesso ai profughi arrivati a Lampedusa di giungere a Stoccolma, attraversando soltanto il nostro paese, segno che a differenza di quanto pensa Matteo Salvini, spesso l'Italia è solo terra di passaggio per molte persone in fuga dalla guerra. 
 
Così capita che  Abd, Alaa, Manar, Mona e Ahmad, che un anno fa erano al centro d'accoglienza di Lampedusa siano accolti come i grandi attori del nostro cinema. Così capita anche che, di fronte all'Hotel Excelsior, luogo del trionfo della mondanità del Festival di Venezia venga inscenato un piccolo rito di commemorazione di tutti i profughi che hanno perso la vita in questi mesi per raggiungere le nostre coste: centinaia di bigliettini vengono inseriti in bottiglie di vetro e posati nel mare.
E' il trionfo di un gesto di sfida nei confronti delle politiche razziste che restringono le frontiere, che si esprime attraverso uno strumento irriverente e gioioso come la finzione di un matrimonio, la contrapposizione alla morte di un' irrefrenabile voglia di continuare a vivere.
Una bella notizia che ci sentiamo di promuovere, affinché il film possa essere diffuso e proiettato nel più alto numero di città possibili del nostro paese, nel frattempo ecco un breve estratto del film-documentario:
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