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Angelo Mai e non solo. Sgomberi, la lunga giornata dei movimenti romani

Angelo Mai e non solo. Sgomberi, la lunga giornata dei movimenti romani

Sono iniziate all'alba di ieri le operazioni di sgombero, da parte di Digos e forze dell'ordine, dell'Angelo Mai Altrove Occupato e di altre due occupazioni abitative di via della Acacie, a Centocelle e ad Anagnina (poi dissequestrate in serata). Si tratta, secondo gli attivisti dello spazio sociale, di “un forte attacco ai movimenti del diritto all’abitare, all’attività artistica e culturale prodotta dal centro di Viale delle Terme di Caracalla, alle lotte portate avanti da tutti quegli spazi che rivendicano autonomia e indipendenza”. Sotto accusa “la fragilità, se non la totale inabilità, di una politica non in grado di comprendere la complessità del contemporaneo, che si esprime in luoghi di cultura e formazione indipendenti”.

Intorno a mezzogiorno si apprende dai media che lo sgombero è avvenuto su disposizione del Tribunale di Roma, per un’inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che intende far luce su quello che viene definito “un sodalizio criminale” responsabile di “invasione di edifici ed estorsioni, queste ultime in danno degli occupanti con riferimento al pagamento di somme di danaro”. Contro l'Angelo Mai, l'accusa è di “esercizio ricettivo abusivo”. Poco dopo la diffusione di queste notizie, il consigliere di Sel, Gianluca Peciola, è intervenuto per 'assolvere' il Comune, che non sarebbe stato avvertito, e per manifestare la propria solidarietà, spiegando: “Le questioni sociali non possono essere trattate come questioni di ordine pubblico e risolte con perquisizioni e sgomberi di spazi occupati”.

Solidale con l'Angelo Mai, Fabio Amato, candidato nel collegio Centro per la lista L'Altra Europa con Tsipras: “Gli spazi occupati come quello sono importanti risorse, spazi collettivi che vanno protetti e beni comuni da tutelare, non un problema di ordine pubblico, basta con la logica degli sgomberi, basta con la repressione”. Intanto continuano ad accorrere nei pressi dell'edificio attivisti e militanti di diversi movimenti, tra cui quelli della rete Patrimonio Comune, della quale lo spazio sociale sgomberato oggi fa parte. All'assemblea, convocata per le 17.00, era presente anche l'attore Elio Germano, che nel corso del suo intervento ha difeso l'Angelo Mai: “In spazi come questo si ritrova il senso di fare l’artista”.

Rispetto allo sgombero delle due palazzine, come già detto poi dissequestrate nella stessa serata di ieri, il sindaco Ignazio Marino e il vicesindaco Luigi Nieri provano a correre ai ripari, diffondendo una nota: “Si tratta di circa 200 persone in emergenza abitativa, fra cui oltre 50 bambini, per quanto riguarda la struttura di Centocelle. Sono circa 100, di cui 20 bambini, le persone in emergenza abitativa coinvolte in alcuni progetti di autorecupero a fini abitativi, allontanate invece dalla ex scuola di via Tuscolana 1113. Siamo molto preoccupati per queste famiglie e, soprattutto, per i tanti bambini che si sono ritrovati per strada da un momento all’altro. L’amministrazione non è stata informata per tempo delle misure adottate questa mattina dalle autorità giudiziarie, ma stiamo comunque cercando soluzioni immediate per tutte le persone coinvolte”.

Tante le voci di dissenso in assemblea, terminata poco prima delle 20, forte l'intenzione di non fermarsi nel percorso intrapreso ormai dieci anni fa. Pubblichiamo di seguito il comunicato finale dell'assemblea.

Questa mattina a Roma sono state sgomberate con un enorme e spropositato dispiegamento di forze dell’ordine due occupazioni abitative storiche della città di Roma che portano avanti un piano innovativo di autorecupero: uno in via delle Acacie (Centocelle), dove da tempo era stata occupata la scuola abbandonata Amerigo Vespucci, e uno all’Anagnina; decine di famiglie ora sono in strada. Decine di occupanti e attivisti fermati.

Contemporaneamente L’Angelo Mai Altrove Occupato_centro culturale di produzione indipendente_ attivo da quasi dieci anni, è stato posto sotto sequestro, adducendo a pretesto capi di imputazione gravissimi e totalmente infondati. Un forte attacco ai movimenti del diritto all’abitare, all’attività artistica e culturale prodotta dal centro di Viale delle Terme di Caracalla, alle lotte portate avanti da tutti quegli spazi che rivendicano autonomia e indipendenza. 

Crediamo fermamente che le esperienze di innovazione sociale, artistica e culturale vadano valorizzate e non criminalizzate e crediamo che queste esperienze indichino un’alternativa concreta e praticabile alla crisi culturale e sociale che stiamo attraversando. 

Crediamo che questo attacco denunci la fragilità, se non la totale inabilità, di una politica non in grado di comprendere la complessità del contemporaneo, che si esprime in luoghi di cultura e formazione indipendenti. 

Crediamo che le istituzioni debbano tutelare e sostenere gli spazi che si fanno promotori di una rivoluzione culturale e politica.

Tra le ultime attività organizzate dall’ Angelo Mai Altrove Occupato ricordiamo le residenze creative e artistiche di compagnie teatrali provenienti da tutta Italia, i laboratori di scrittura e teatro rivolti alle bambine e ai bambini della scuola elementare Giardinieri, la raccolta fondi per la costruzione di un asilo nido a Gaza, gli innumerevoli concerti e spettacoli di artisti italiani e internazionali, la costante produzione artistica e la formazione permanente rivolta alle varie professionalità dello spettacolo.

L’Angelo Mai è innanzitutto un luogo d’incontro e di scambio dei saperi, che favorisce l’interazione tra generazioni e tra persone di provenienze differenti, un luogo di socialità diffusa, uno spazio che risponde al bisogno di confronto e di partecipazione della cittadinanza e di attenzione al territorio più prossimo accogliendo ad esempio gli incontri settimanali di un gruppo di ragazzi affetti da disturbi psicomotori, le rappresentazioni teatrali dell’asilo, le feste dei bambini del quartiere. 

Rivendichiamo con forza la nostra legittima illegalità come forma non solo di resistenza ma di proposta vitale e di autodeterminazione.

Continueremo a mantenere aperto il confronto con la città, a partire dall’assemblea di oggi pomeriggio alle 17 nel parco di San Sebastiano. Invitiamo l’amministrazione cittadina, sulla quale grava il peso dell’irresponsabilità delle proprie scelte, o forse dovremmo dire “non scelte”, a mettere in atto i buoni propositi appena dichiarati. Invitiamo tutti gli artisti e i cittadini che attraversano l’Angelo Mai e ne conoscono il valore a sostenere quest’esperienza e a esprimere pubblicamente la volontà che le famiglie sgomberate possano tornare immediatamente alle loro case e che l’Angelo Mai ritorni al più presto aperto e attivo e libero.

Per adesioni:

 

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