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Grecia: suicidio a piazza Syntagma, proteste e lacrimogeni

Grecia: suicidio a piazza Syntagma, proteste e lacrimogeni

Ieri, 4 aprile 2012, Dimitris Christoulas si è tolto la vita con un colpo di pistola a poche centinaia di metri dal Parlamento greco, in piazza Syntagma ad Atene.

L’uomo, pensionato di 77 anni, ha lasciato una nota in cui spiega: “il governo collaborazionista di Georgios Tsolakoglou (il capo del governo collaborazionista greco durante la seconda guerra mondiale, 1941-42, n.d.r.) mi levò qualunque possibilità di sopravvivere con una pensione decente – per la quale ho già pagato (senza aiuto governativo) per 35 anni. Sono di un’età tale per cui mi è impossibile fornire un’appropriata e decente risposta individuale (escludendo, ovviamente, l’opzione di prendere le armi per secondo, nel caso in cui un’altra persona decidesse di farlo per primo). Non trovo altra soluzione, dunque, che una fine dignitosa prima di ricorrere al setaccio della spazzatura per soddisfare i miei bisogni nutrizionali. Un giorno, credo, la gioventù senza futuro prenderà le armi e appenderà i traditori del paese a piazza Syntagma, proprio come fecero gli italiani con Mussolini nel 1945”.

Christoulas era stato farmacista sino al 1994, e da allora viveva della pensione. Dopo la sua morte, diverse migliaia di persone si sono recate a piazza Syntagma per protestare contro la ricetta anti-crisi della Trojka. L’ANSA ha diramato un comunicato in cui rende noto l’utilizzo dei lacrimogeni da parte della polizia per disperdere la folla nella serata di ieri.

Commentando l’incidente alla televisione, l’ex-portavoce del PASOK (il partito di centrosinistra greco) Panos Beglitis ha detto che “in casi come questi bisogna essere molto attenti a commentare… In ogni caso, non possiamo connettere il suo suicidio con il doloroso stato economico del paese. In più non sappiamo neanche se avesse ammassato debiti, o se i suoi bambini avessero responsabilità”. Beglitis e il PASOK sono stati sommersi di critiche per queste dichiarazioni.

Le proteste sono continuate anche oggi (qui alcune immagini via twitter), con assembramenti spontanei nei dintorni del parlamento.

Secondo il blog occupiedlondon.org, sempre ieri sarebbe occorso un altro suicidio, a Ierapetra (Creta): “un uomo di 38 anni, padre di due bambini e disoccupato da tempo, si è buttato giù dal tetto del suo condominio”.

Per saperne di più leggi il nostro recente reportage dalla Grecia.

 

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