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E' possibile Sbilanciare la Legge di Stabilità? In arrivo la ControFinanziaria di Sbilanciamoci

E' possibile Sbilanciare la Legge di Stabilità? In arrivo la ControFinanziaria di Sbilanciamoci

Il 28 novembre alle ore 10.30, all’interno della giornata organizzata con la Campagna ZeroZeroCinque a Roma, (presso Fandango Incontro, Via dei Prefetti 22) la Campagna Sbilanciamoci! presenterà il suo XV° Rapporto annuale “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”.

Sbilanciamoci! è una campagna sostenuta da 49 organizzazioni che operano nel sociale e che dal 1999 sono impegnate a favorire un’economia di giustizia e un nuovo modello di sviluppo, fondato sui diritti, l’ambiente, la pace.

Quest'anno il Rapporto annuale 2014 (di cui qui trovate una sintesi), meglio conosciuto come “ControFinanziaria” ha un obiettivo in più: rimettere in discussione i vincoli imposti dall'UE, riaprire una discussione sul rapporto tra finanza e spesa pubblica e su obiettivi del bilancio statale e spazi di democrazia.

Dopo due anni di manovre di austerità, infatti, le condizioni economiche del nostro paese risultano peggiorate, l'Italia è in ginocchio da un punto di vista sociale e produttivo. Anche il rapporto debito/Pil, agitato come spauracchio per giustificare i tagli, continua a peggiorare: se nel 2011 si assestava sul 120% quest'anno abbiamo sforato il 130%! Lo stesso FMI è arrivato a fare un clamoroso mea culpa: i tagli alla spesa pubblica stanno provocando nella maggior parte dei paesi una caduta del Pil più veloce della riduzione del debito.

Eppure, dopo aver sottoposto la legge di stabilità 2014 ad un'analisi delle autorità europee, come previsto dalla firma da parte dell'Italia del cosiddetto Two Pack , l'UE ha bocciato la manovra del Governo Letta, proprio affermando che il rapporto tra le entrate e le uscite per il 2014, rischia di non ridurre abbastanza il rapporto debito/PIL. In questo modo vengono richiesti all'Italia più rigore e austerità oppure, in caso contrario nei prossimi anni, dovrà essere rispettato l’obiettivo del pareggio di bilancio (deficit/PIL entro lo 0,5%) e non si potrà usare una clausola che permetterebbe di realizzare investimenti pubblici, sempre rimanendo entro un deficit massimo del 3%.

Come scrive Andrea Baranes, portavoce della Campagna Sbilanciamoci!: "Il mantra è l’Europa che ce lo chiede è un alibi sempre più inaccettabile e che sta spingendo l’Italia in una spirale di austerità e recessione, Dobbiamo cambiare rotta, subito, lungo due direzioni. Da un lato è necessario rimettere in discussione questi vincoli. Dall’altro molto si potrebbe fare anche qui da noi, con scelte di politica economica differenti tanto dal lato delle uscite quanto da quello delle entrate."

Per questo motivo la giornata del 28 novembre dal titolo “Tasse giuste e spese utili: un teorema raggiungibile” prova a mettere insieme le proposte sulla spesa pubblica, contenute nella manovra da 26 miliardi di Sbilanciamoci e le proposte della campagna ZeroZeroCinque per una riforma della finanza, così da dimostrare come basterebbe ridurre la speculazione per riuscire a finanziare welfare, istruzione, lavoro, ambiente, pace.

Tra le nuove proposte del rapporto Sbilanciamoci per il 2014: un piano per il lavoro di 3,5 miliardi di euro per creare almeno 300 mila posti di lavoro in settori come la messa in sicurezza di edifici pubblici (in particolare edilizia scolastica), energie rinnovabili, riassetto idrogeologico, valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio artistico, servizi alla persona e istruzione; una prima sperimentazione di reddito minimo per 4 miliardi di euro; una maggiore attenzione alle politiche abitative con un investimento nell’edilizia residenziale pubblica non agibile per 200 milioni di euro ed il recupero di proprietà di immobili per uso sociale di 250 milioni di euro.

In un dibattito economico, schiacciato sulla filosofia T.I.N.A “There is no alternative”, le organizzazioni sociali provano a dimostrare, ancora una volta, come i provvedimenti economici non siano meramente il risultato di di tecnicismi, ma bensì siano sempre frutto di scelte politiche, perché dietro ogni singolo capitolo di bilancio della legge di stabilità si nasconde la tutela di un diritto per migliaia di persone nel nostro paese. 

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