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Pisa e la prostituzione: un'ordinanza 'indecorosa'

pisa prostituzione

Nel febbraio 2012, la senatrice del PD Vittoria Franco, con un'interrogazione parlamentare rivolta ai ministri Cancellieri e Fornero, sottolineava come la scelta di alcuni Comuni di vietare l'esercizio della prostituzione in strada potesse gravare ulteriormente sulla pelle di migliaia di “sex workers” che oggi si trovano per le vie spesso non per scelta personale ma per mancanza di alternativa lavorativa o peggio ancora per sfruttamento. La stessa senatrice nel settembre 2008, criticando il Ddl anti-prostituzione proposto dall'allora Ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna durante il governo Berlusconi IV, definì il fenomeno “di così vasta portata etica e sociale, oltre che politica” chiedendosi se fosse accettabile un provvedimento parziale, che affrontasse solo il problema in termini di ordine pubblico e decoro. Posizioni che sembrerebbero delineare l'idea del PD sulla questione come problema sociale, la cui attenzione dovrebbe essere focalizzata innanzitutto a tutelare la dignità ed incolumità di donne e uomini che vivono di prostituzione.

Ma tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare e così all'inizio di giugno Marco Filippeschi, sindaco di Pisa del PD, congiuntamente ai sindaci di Vecchiano e San Giuliano, stessa area politica, ha emesso un'ordinanza per contrastare la prostituzione su strada prevedendo multe fino a 300 euro per chiunque contratti o concordi prestazioni sessuali a pagamento in strada, ma anche per chi sosti in compagnia di "soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che per l’atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento, ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali"; tale ordinanza è stata emessa con carattere temporaneo e di urgenza in modo da poter “aggirare” la Corte Costituzionale la quale vieta ai Sindaci di legiferare in materia salvo casi particolari che si configurano con questi criteri.

Se è già difficile pensare che questa iniziativa abbia in qualche modo l'intento di essere strumento di risoluzione sociale nei termini descritti prima, ogni dubbio viene immediatamente dissolto dalle dichiarazioni della consigliera del PD al Comune di Pisa, Veronica Sbrana, che, in un'intervista al giornale Il Tirreno, definisce la questione come un problema di sicurezza ma soprattutto di decoro e vivibilità, parlando a difesa degli industriali locali che “oltre che combattere con i problemi legati alla crisi finanziaria del momento, devono combattere con queste presenze, elemento di disturbo e disagio con tutti i problemi che ne conseguono: spaccio, spazzatura di qualsiasi genere e altro” e lamentando la mancata approvazione della legge Carfagna.

La prima reazione è venuta dai movimenti che durante una provocatoria manifestazione, in abiti succinti ed “armati” degli strumenti del sesso, hanno fatto irruzione all'interno della sede comunale e con lo slogan “noi indecorose, voi indecenti” hanno chiesto il ritiro dell'ordinanza; azione alla quale è seguito un esposto in Procura contro i manifestanti, da parte della presidente del consiglio comunale Titina Maccioni (PD). Ma all'interno del Partito Democratico stesso la frattura è abbastanza evidente: i consiglieri comunali Russo e Landucci dichiarano pubblicamente, sulle pagine del quotidiano online Pisanotizie, di non condividere l'ordinanza e chiedono il ritiro dell'esposto proponendo un incontro pubblico sul tema, stessa posizione espressa dall'assessore alla legalità Gabriele Santoni di SEL. A questi si accoda l'Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Pisa accompagnato da pezzi importanti del mondo associativo e politico come Casa della Donna, Aied, Comitato 13 febbraio, Donne in Movimento, Rebeldia, Tilt, Arcilesbica e molti altri. Arrivano anche autorevoli prese di posizione come quella di Don Armando Zappolini, presidente nazionale del Coordinamento Nazionale delle Comunità d'Accoglienza, il quale dichiara: “è veramente penoso vedere che i danni che la gestione Berlusconi-Lega hanno provocato nella cultura del nostro paese hanno contaminato in modo così significativo anche città nelle quali i valori della accoglienza, della integrazione sociale e della democrazia partecipativa avevano raggiunto dimensioni di eccellenza.”.

Insomma uno schiacciamento “da sinistra” abbastanza evidente del quale però i dirigenti del PD pisano non sembrano voler accorgersi, in quanto, ad oggi, né l'ordinanza né l'esposto contro i manifestanti sono stati oggetto di revoca.

Ultima modifica ilVenerdì, 08 Novembre 2013 12:45
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