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In Argentina l'aborto è illegale, esplode la protesta delle donne, colorata, irriverente e a seno nudo

Legalizzare l'aborto: femministe in corteo assediano la cattedrale di Buenos Aires [video]

Legalizzare l'aborto: femministe in corteo assediano la cattedrale di Buenos Aires [video]

Sabato 24 novembre davanti alla cattedrale di San Juan di Buenos Aires, un gruppo di femministe/queer ha messo in campo una mobilitazione per l'estensione del diritto all'aborto, gratuito, sicuro e libero. L'azione, molto forte, si è svolta durante una messa, in cui circa settecento persone assistevano alla celebrazione del vescovo monsignor Alfonso Delgado.

 

Il dibattito sui diritti delle donne nel paese sudamericano è molto intenso. In Argentina, infatti, l’aborto è considerato un reato, e cessa di essere tale solo nel caso in cui è provato che sia in pericolo la salute della madre o che il concepimento sia avvenuto a seguito di uno stupro ai danni di una disabile.

Inutile dire che le femministe considerano questa una legge eccessivamente restrittiva e che la piaga degli aborti clandestini flagella il paese. Secondo alcuni studi gli aborti clandestini sarebbero 500.000 all'anno e dal 1983 a oggi sono morte più di 3000 donne a causa di complicazioni sorte inseguito ad aborti clandestini.

La protesta si è svolta durante l'Incontro Nazionale delle Donne, che riunisce le femministe del paese ogni anno in varie città argentine ed è patrocinato dal Dipartimento per la Cultura come evento di “interesse sociale”.

La polizia ha dichiarato ai media di non essere intervenuta perché “si trattava di donne”.

Dopo aver cercato senza successo di entrare nella cattedrale, difesa da un cordone di uomini cattolici, le donne hanno bruciato un'immagine a dimensioni naturali di papa Francesco, gridando “se il papa fosse una donna l'aborto sarebbe legale” e ballandoci poi intorno. Chiaramente questa azione, nel paese natale di un papa che gode di molto consenso interazionale, assume un peso ulteriore.

Lo stile della protesta è ribelle, irriverente e colorato, richiama la ribellione femminista delle Pussy Riot ricontestualizzandola in una dimensione di massa. Il corpo, a partire dai seni nudi, i colori, le effusioni e la sessualità sono i veri strumenti di lotta per il femminismo radicale argentino.

Il femminismo radicale argentino non è nuovo ad azioni del genere: già un anno fa, il 20 Ottobre, nella città di Posadas in cinquecento scesero in piazza al grido "l'unica chiesa che illumina è quella che brucia".

Ultima modifica ilGiovedì, 05 Dicembre 2013 20:38
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