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Gabriele Mastroleo

Gabriele Mastroleo

Salentino di nascita, vive a Macerata, città delle olive ascolane. Ha attraversato per un decennio collettivi e movimenti studenteschi. Gioisamente precario, attualmente è redattore di un portale online e per sbarcare il lunario fa anche il cameriere. Si occupa di pratiche mutualistiche, di storia del cinema e di altre stronzate.

Macerata: gli antifascisti dicono no a razzismo e propaganda

NonaziinmytownA fine settembre in provincia di Macerata una coppia di anziani coniugi viene trovata morta in casa. Accusato dell'omicidio un giovane originario della Macedonia. Abbiamo già raccontato come questo fatto di cronaca abbia dato inizio ad una spirale di razzismo e propaganda che ha diviso gli abitanti di Macerata e dintorni.

Da una parte Forza Nuova, che proponeva un corteo a Macerata cavalcando l'ondata populista ed abusando dell'equazione "criminalità uguale immigrazione", dall'altra gli antifascisti, determinati a non dare agibilità politica al movimento di estrema destra. Grazie ad una tempestiva risposta di oltre trenta sigle che si richiamano ai valori dell'antifascismo, il 6 ottobre Forza Nuova si vedeva negato il corteo e concessa solo una piazza per un sit-in.

Riforma del sistema carcerario: l'Europa ed il mezzo monito di Napolitano

carcere sovraffollato cellaIn occasione del 196° anniversario di costituzione della Polizia Penitenziaria, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivolto al capo del Dipartimento di Polizia Penitenziaria, Giovanni Tamburrino, esprimendo "il più sentito apprezzamento per l'impegno generoso e la sempre maggiore professionalità con cui adempiono alle loro funzioni. Nell'esercizio dell'attività di vigilanza loro affidata, essi fronteggiano quotidianamente le situazioni di disagio, di sofferenza e di rischio che la pesante realtà carceraria comporta consentendo di far fronte, con spirito di abnegazione e profondo senso dell'istituzione, alle carenze del sistema, che hanno raggiunto soglie di criticità non più ammissibili".

Movimento 5 Stelle: i numeri di un flop

De Vito e GrilloIl risultato elettorale delle comunali ha consegnato a chi siede in Parlamento un segnale che, comunque lo si veda, è un allarme reale per la democrazia di un Paese: l'astensionismo non solo è primo partito, come già denunciato dal Corsaro dopo il voto delle politiche, ma è una pratica talmente diffusa da spaventare realmente tutti. Tutti tranne il Movimento 5 Stelle, che invece gongola paventando una sostanziale tenuta, se non addirittura una crescita.

Nella serata di martedì, infatti, il blog di Beppe Grillo ha postato dei dati, confrontando i risultati delle comunali del 2008, in cui un nascente Movimento 5 Stelle emetteva i primi vagiti, con quelli di oggi, in cui comunque è una realtà affermata nel panorama politico nazionale. Ovviamente in tutte le realtà i consensi sono più che raddoppiati. Titolo del post: “Il crollo dei partiti”. Ciò detto, è legittimo chiedersi: “Ma è lo stesso Grillo che urlava fino a venerdì sera 'Arrendetevi!' ai partiti, è lo stesso Grillo che intende conquistare il 100% del Parlamento?”. E' fuor di dubbio che nei sogni di ogni parlamentare e di ogni attivista del Movimento 5 Stelle non ci fosse l'idea di arrivare al ballottaggio in tante grandi città, compresa Roma, e di conquistare la poltrona di primo cittadino in tantissimi comuni italiani. Perché nasconderlo?

Operazione casta: volevano Montezemolo, si ritrovarono Grillo

montezemolo italoLa lotta alla casta ha creato il Movimento 5 Stelle”, così Italia Oggi titola, riassumendo in poche parole, l'intervista al senatore del Partito Democratico, Massimo Muchetti. Sarebbe un'affermazione che messa così sa tanto di ovvietà, detta da un parlamentare di centrosinistra a caso, in un'analisi nemmeno tanto approfondita di quello che è stato il risultato elettorale di un mese e mezzo fa.

Grillo, la base ribelle e i 150 parlamentari eletti

beppe-grilloDa ieri pomeriggio, da quando Beppe Grillo, sul suo blog, ha definito Bersani “stalker politico”, “smacchiatore fallito” e “morto che parla”, stabilendo che non bisognava votare alcuna fiducia a chi “ha passato gli ultimi mesi a formulare giudizi squisitamente politici”, si è scatenato un tam tam online basato sul presupposto che il leader nazionale del Movimento 5 Stelle farebbe un grave errore a far mancare il proprio appoggio al centrosinistra.

Una petizione online, lanciata da una sedicente attivista grillina e 24enne elettrice, ha raccolto in poche ore decine di migliaia di adesioni. L'assunto di base, come recita anche il titolo della petizione, è che Grillo debba dare “la fiducia al Governo per cambiare l’Italia”. Un assunto di base che fa sparire, in un paio di minuti (quelli necessari per leggerne qualche capoverso e farsi un'idea), il concetto, tanto incensato dalla base del Movimento 5 Stelle, che “uno vale uno”.

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