Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536
Gabriele Mastroleo

Gabriele Mastroleo

Salentino di nascita, vive a Macerata, città delle olive ascolane. Ha attraversato per un decennio collettivi e movimenti studenteschi. Gioisamente precario, attualmente è redattore di un portale online e per sbarcare il lunario fa anche il cameriere. Si occupa di pratiche mutualistiche, di storia del cinema e di altre stronzate.

Numeri identificativi per la polizia: è l'Europa che ce lo chiede

numeri identificativi poliziaMentre va avanti la campagna promossa dal Corsaro per chiedere i numeri identificativi sulle divise delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, una buona sponda arriva in questi giorni dal Parlamento Europeo. L'assise di Strasburgo ha infatti approvato nei giorni scorsi una risoluzione in cui richiama gli Stati sovrani ad una serie di impegni per il rispetto dei diritti umani all'interno dell'Unione Europea, facendo anche un riferimento specifico alla necessità che tutti i Paesi membri dotino le divise delle proprie forze di polizia di un codice identificativo.

Numero identificativo: 'apertura' dalla politica? Polizia in subbuglio

numero identificativo poliziaPremessa: nel titolo dell'articolo la parola "apertura" è volutamente tra virgolette. Se per “apertura” si intende una delle frasi fatte più di frequente ribadite in questi giorni, vale a dire “Sì ai numeri identificativi, ma anche i manifestanti vadano senza protezione”, concetto espresso ad esempio anche dal candidato alle primarie Bruno Tabacci e dallo scrittore Michele Serra, che hanno comunque sottoscritto la nostra petizione, allora siamo di fronte solo ad un tentativo di ribaltare i termini della questione.

Assolto Nichi Vendola: il fatto non sussiste

sel nichi vendola

La notizia è arrivata poco fa. Il teorema giudiziario della Procura di Bari circa le manovre compiute dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e da Lady Asl, al secolo Lea Cosentino, ex direttore dell'Asl di Bari, per favorire la nomina del prof. Paolo Sardelli a primario è privo di fondamento, quindi i due imputati sono stati assolti stamattina dal gup Susanna De Felice perché il fatto non sussiste.
Soddisfatta la Cosentino, perché "questa sentenza mi dà nuovamente la serenità e fiducia", mentre il governatore di Puglia e leader nazionale di Sel, al momento della lettura del dispositivo di assoluzione, è scoppiato a piangere.
"Sono stato in questi anni usato come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso" - Questo il primo commento a caldo di Vendola - "Io sono una persona perbene ed è stato per me bere un calice amaro". E ancora: “Io ho vissuto un’intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità. Oggi mi è stato restituito questo”. Sulla sua intenzione di lasciare, in caso di condanna: "Quello che avevo deciso era sincero. Non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica”.

Il leader di Sel, qualche giorno fa, aveva annunciato il suo ritiro dalla scena politica in caso di condanna. Ora questa sentenza di assoluzione gli darà probabilmente nuova linfa vitale in vista delle elezioni primarie del centrosinistra, previste per il 25 novembre prossimo.

Carceri e teatro: al Barcaglione di Ancona abbattuto il muro dell'indifferenza

I registi Bragaglia e MarchettiJulian, Raffaele, David e Gianfranco, quattro detenuti della casa circondariale Barcaglione di Ancona, hanno confezionato, con l'ausilio di Marco Bragaglia e Francesca Marchetti (nella foto) e dell'associazione ART’O, che da diversi anni realizza laboratori teatrali e culturali, uno spettacolo (se così può essere definito) – andato in scena qualche sera fa per la prima volta a Macerata – che parla di muri del carcere, visti con gli occhi dei miti del rock che molto spesso quelle sbarre le hanno attraversate.

“Il Caso Moro” al cinema: Beppe Ferrara e le questioni irrisolte

il caso moro locandinaQualche giorno fa, il 16 marzo, è ricorso il 35esimo anniversario della strage di Via Fani, l'attentato terroristico dai tanti risvolti oscuri che diede avvio ai famigerati 55 giorni di prigionia del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. Una delle pellicole più interessanti sulla vicenda è datata 1986 ed è stata realizzata dal regista senese Beppe Ferrara, uno dei maestri del cinema d'impegno civile nel nostro Paese. La pellicola, disponibile su Youtube, ha di fatto segnato una tappa importante nella vita del regista, autore di film seguitissimi e amatissimi dal pubblico televisivo, ma contemporaneamente oggetto continuo delle attenzioni della censura.

Per analizzare il film di Ferrara, occorre partire dalla riflessione  fatta a caldo da Leonardo Sciascia, nel  volume “L'affaire Moro”, pubblicato pochi mesi dopo il ritrovamento del cadavere del presidente della Democrazia Cristiana: 

"L'impressione che tutto nell'affaire Moro accada, per così dire, in letteratura, viene principalmente da quella specie di fuga dei fatti, da quell'astrarsi dei fatti […] in una dimensione di conseguenzialità immaginativa o fantastica indefettibile e da cui ridonda una costante, tenace ambiguità."

Sottoscrivi questo feed RSS

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info