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Ultimatum alla Grecia: arrendetevi e deponete la democrazia

greciaHanno tempo fino alle 18 di oggi, mercoledì 15 febbraio. Anzi no, oggi ci sarà solo un contatto preliminare, la scadenza definitiva sarà lunedì prossimo. Poi dovranno firmare, cedere, e solo a quel punto verrà dato il via libera al trasferimento di denaro. Non si tratta di un ultimatum di un terrorista, o della consegna del riscatto di un rapimento. Ancora una volta al centro del ricatto e dell'umiliazione c'è la Grecia e i diktat della troika.

La Ue sta tenendo la Grecia sulle spine rinviando la riunione cruciale dell'Eurogruppo che oggi alle 18 avrebbe dovuto dare il via libera ai nuovi aiuti: “Le condizioni per ottenerli non ci sono ancora”, ha detto il presidente dell'Eurogruppo e premier lussemburghese Jean Claude Juncker, che ha quindi comunicato che il Consiglio di oggi non prenderà decisioni ma preparerà soltanto la riunione vera di lunedì prossimo, in calendario da tempo. E così oggi la Grecia non riceverà alcun via libera 130 miliardi di euro di nuovi aiuti su cui contava.

Juncker continua infatti ad attaccare: “I ministri non hanno motivo di vedersi perchè Atene ancora non ha rispettato le condizioni poste dall'Europa per ottenere gli aiuti. All'appello mancano ancora: la lettera di impegni dei partiti sull'applicazione delle misure di rigore anche dopo le elezioni di aprile, i 325 milioni di euro di risparmi da fare nel 2012, e l'accordo con i creditori privati sulle perdite che subiranno con lo 'swap' o sostituzione dei bond greci. Inoltre, ricorda il presidente, manca ancora un'analisi delle sostenibilità del debito ellenico, che potrà dire se i tagli concordati con la troika basteranno a riportare il rapporto debito/pil al 120% entro il 2020, obiettivo posto da Bruxelles.”. 

Con serenità e pacatezza, come se fosse qualcosa di estremamente normale l'UE presenta la sua richiesta formale, condizione per gli aiuti è che i due partiti principali sottoscrivano per il futuro l'impegno ad attuare il programma economico imposto dalla Troika, affinché nessun partito possa sfilarsi dagli obblighi con la Ue una volta al potere.  In un altro momento della storia chiunque avrebbe tacciato di “elezioni farsa” delle consultazioni dove i due partiti concorressero con lo stesso identico programma, per di più eterodiretto in modo palese. La democrazia non è solo sospesa, è cancellata.

Oggi il leader del partito socialista greco Pasok George Papandreou ha inviato la sua lettera indirizzata all'Unione europea e al Fondo monetario internazionale, mentre Antonis Samaras il leader del partito conservatore Nuova Democrazia non ha invece ancora inviato la missiva, ma la starebbe preparando.

Nelle scorse settimane si era scatenata una bufera sulla ipotesi di commissariamento della Grecia. Un'ipocrita pioggia di smentite aveva riempito i giornali europei. Sembra evidente come non solo la Grecia sia attualmente commissariata, il Parlamento esautorato, ma anche le prossime elezioni rischino di essere una inutile farsa, salvo sorprese, quel tipo di sorprese che possono venire solo da un popolo sovrano.

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