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La nuova Europa: 'Funky Nazism' [intervista esclusiva]

nazistaViviamo nell’era dei remakes – dai supereroi sino ai romanzi, per non parlare dell’arte. Recentemente il film La Talpa (“Tinker Tailor Soldier Spy”) – remake di un remake peraltro di ottimo livello – ha conquistato le sale cinematografiche; nell’accademia dominano l’ermeneutica e la storia dei discorsi; in fisica si è ritornati a parlare di Dio. Com’era forse prevedibile, l’economia e la politica non sono affatto immuni da questo gusto duemilesco per i comebacks. Siamo dunque felici di annunciare - in esclusiva sul Corsaro.info! – il grandioso, clamoroso, eccezionale ritorno del famigerato… nazionalsocialismo! Dopo quasi un secolo di controversie storiche, lacrime e sangue, corpi decomposti e popoli sterminati, è giunta finalmente l’ora di riproporre un modello di politica economica sinceramente imperialista, fortemente razzista, convintamente populista. Ma non credete che i produttori della felice iniziativa – “European Central Bureau”, ECB – siano tanto sprovveduti da riproporre un modello vecchio e stantio, costruito sul dominio totalitario. L’ECB ha “aggiustato” e opportunamente limato i caratteri istituzionali di quel sistema, riadattandolo ai nostri tristi tempi. Per illustrarlo nei dettagli abbiamo intervistato sir Francis Hayek-Middleman, portavoce dell’ECB.

D: Francis, in cosa consiste questo clamoroso – e controverso – “remake”?

R: La crisi europea e occidentale, e del suo sistema economico-politico, è ormai sotto gli occhi di tutti. Persino la Regina Elisabetta (god bless her!) ha espresso una certa inquietudine. La convinzione del mio bureau è che vi sia la necessità di un nuovo paradigma… c’è bisogno di aria fresca nelle corrotte stanze della politica europea.

D: E cosa c’entra tutto ciò con la proposta dell’ECB?

R: Nel corso di mesi di intensa elaborazione a stretto contatto con un ampio gruppo di economisti, politologi, veterinari, ballerine e speculatori, abbiamo progettato un’architettura istituzionale completamente nuova, innovativa, moderna. Vede, noi siamo convinti che quando il mercato e gli attori che lo compongono non fanno altro che provocare disastri, sia ora di ridisegnare completamente il mondo della politica. Una politica sana, fiera, competente - è questo ciò che manca. Soprattutto, che stia al passo coi tempi. I giovani, la Rete, Facebook, le auto a metano, lo sfruttamento generalizzato della finanza… tutte queste novità sono totalmente ignorate dai politici europei (gli americani hanno qualche punto in più, visto che il loro presidente è nero e giovane). Basta coi programmi elettorali dalla lunghezza asfissiante che tanto poi non rispetta nessuno. Basta con le cravatte e le giacchette e gli occhiali di quei dinosauri di Bruxelles. È ora di lanciare una politica giovane, audace, atletica! Per questo abbiamo nominato il nostro progetto politico “Funky Nazism”.


D: Più nello specifico, in cosa consisterà questo “Nazismo” funky?

R: Oh, è molto semplice: è un po’ come la musica classica. Comprendi l’antifona, ma non puoi commentare o criticare perché in realtà non ne capisci nulla. Ma se lasciato a sé stesso, fidati!, ottiene grandi risultati! In pratica è una versione ammodernata del vecchio Nazismo, diciamo un “Nazismo ai tempi della crisi”. Per questo è così funky. In pratica, si tratta di rimuovere l’economia di mercato e i suoi funzionamenti da qualsiasi dibattito pubblico. Non solo – com’è già in buona parte – i parlamenti smetteranno di deliberare su cosa si possa o non possa fare in una nazione; ma sarà vietato parlare di politica economica. Niente TV che parla di borse, niente spread snocciolato nella conversazione da bar! Tutto questo è troppo anni ’90. È ora che le briglie rimangano in mano ai tecnici, alle persone che hanno studiato e che sanno cos’è meglio per i popoli. Verrà istituita una grande agenzia centrale europea di proprietà dei maggiori istituti finanziari, a loro volta collegati alle corporations più importanti dei singoli paesi. L’agenzia delibererà le condizioni a cui i singoli parlamenti dovranno attenersi per poter continuare a pagare gli stipendi e i sussidi delle rispettive popolazioni. Il giudizio sarà insindacabile, non saranno ammessi sconti: è giunta l’ora del rigore, ed è così maledettamente funky!

 

D: Non mancheranno le critiche: riabilitazione dell’Olocausto, imperialismo bellico, insomma, tutti quei temi legati all’eredità storica e tragica del Nazismo…

R: That’s soooo old! Viviamo nell’epoca neo-liberale! Ovviamente il nostro Funky Nazism è una proposta politica contemporanea, quindi slegata da tutti quei vecchiumi che caratterizzavano i regimi totalitari degli anni ’30. Andiamo, chi prenderebbe mai sul serio un regime che si fonda su un paio di baffetti sul viso di un nano col riporto? Il nostro è un Nazismo bello! Moderno, liberale, direi dal volto umano. Niente olocausti, niente ministeri della propaganda né adunate oceaniche. Lelibertà di stampa e d’opinione non verranno sfiorate – tranne, ovviamente, per quanto riguarda la sfera economica: tutto ciò che è ad essa collegata verrà rigidamente regolamentato in materia d’espressione dei cittadini. In parole povere, niente scioperi né vertenze, niente discussioni pubbliche sul futuro degli investimenti, piuttosto che inchieste sugli speculatori finanziari. È ora di finirla con questa banda colossale di cialtroni – giornalisti, politici, pensi: addirittura semplici cittadini! – che osano intromettersi in questioni tecniche, scientifiche, per le quali bastano i giovani rampolli cresciuti a pane e finanza.

 

D: Come vi è venuta in mente l’idea di un Nazismo dal volto umano?

R: Molto semplice. Vede, in fondo in Grecia si sta verificando esattamente quello che diciamo noi: un pool di funky dancers (lett. “ballerini funky”) tra Bruxelles e il Lussemburgo ha dato il via ad una danza tremendamente moderna. Hanno avuto il sacrosanto coraggio di dire: “ehi, sapete che c’è? Ora basta con questi greci, fannulloni, sporchi e puzzolenti con un alfabeto incomprensibile. Adesso vi diciamo noi cosa dovete fare, e se non lo fate vi affamiamo”. Che è più o meno la stessa politica che Hitler inaugurò con la Conferenza di Monaco… ovviamente allora non si poteva mica giocare sullo spread o sulle mega-istituzioni finanziarie; ad esse si sostituivano mezzucci un po’ antiquati quali il bombardamento massiccio, lo sterminio etnico, il rastrellamento pianificato. Dalla crisi greca abbiamo tratto gran parte del materiale teorico e pratico della nostra proposta. 


D: Pensate che il vostro progetto sia realizzabile o sia invece destinato ad obliarsi nel mondo dell’utopia?

R: My dear, lei utilizza un linguaggio tremendamente old! Quando avremo finito tutto e costruito il Funky Nazism la manderemo in un bel campo di rieducazione. Comunque, noi pensiamo che – per quanto audace – il funky project sia ampiamente realizzabile, peraltro in breve tempo. La Storia, di fatto, gioca dalla nostra parte: sempre più l’economia è gestita da grandi e fantasiosi professionisti sensibili all’irresistibile ritmo del funky. Il vostro Monti, per esempio… o quel tizio greco dal nome impronunciabile. Ci sono buone speranze per un futuro ballerino, giocondo, allegro nella società del Funky Nazism!

 

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