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Il 26 giugno la tua firma contro la tortura e per diritti!


Il 26 giugno in 100 piazze italiane sarà possibile firmare per le tre leggi di iniziativa popolare sull'introduzione del reato di tortura nel codice penale, la riforma contro il sovraffollamento delle carceri e la depenalizzazione dei reati connesso al consumo di droga. Un'iniziativa promossa dall'ampio cartello di associazioni che formano il comitato "3leggi per la Giustizia e i Diritti" per garantire quel rispetto per i diritti umani fondamentali che nella storia recente di questo Paese sono stati e continuano ad essere calpestati.

Non solo Stefano Cucchi: a 10 anni dalla morte in carcere, la madre di Marcello Lonzi lotta per la verità

Marcello LonziNon solo Stefano Cucchi. In carcere si muore, da sempre, e tante volte in circostanze misteriose. Un’infografica realizzata da Jacopo Ottaviani ed apparsa sul sito del Fatto Quotidiano mette in evidenza uno spaccato inquietante. Anche il nostro portale si è occupato di recente della questione, dopo la morte di un detenuto nordafricano in un carcere sardo e i quattro decessi in poche ore di questa settimana. La stragrande maggioranza di questi episodi viene derubricata statisticamente come ‘decesso per arresto cardiaco’; ed è quello che è accaduto ormai dieci anni fa anche a Marcello Lonzi, arrestato per tentato furto e condannato a nove mesi di reclusione.

Marcello Lonzi è morto l’11 luglio 2003 nel carcere Le Sughere a Livorno, quattro mesi dopo il suo arresto. Racconta la madre, Maria Ciuffi, in un’intervista di qualche tempo fa: “Nessuno mi avverte, non vengo avvertita né dai Carabinieri né dalla Polizia, ma soltanto da una zia il giorno 12 alle 13:20, quando mi vengono a avvertire a casa, dicendo che mio figlio è morto”. Maria Ciuffi ha però visto il cadavere di suo figlio (qui una foto delle condizioni in cui versava il cadavere del giovane) e da allora si chiede: “Si può morire d’infarto con la mandibola fratturata, due buchi in testa, il polso sinistro rotto, due denti spaccati, un’escoriazione a V, otto costole rotte?”.

Carceri italiane: detenuto tunisino morto a Macomer

carceri La morte di un detenuto nordafricano deceduto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nel carcere di Macomer, nel nuorese, ha riaperto, il dibattito sulla situazione carceraria italiana. In un'interrogazione urgente presentata dal deputato pidiellino Mauro Pili al Ministro della giustizia Paola Severino si lancia l'allarme: “Mancanza di personale e precarietà del sistema sanitario nelle carceri sono ormai una costante che sta mettendo a serio rischio l'intero sistema carcerario sardo”. 

Sentenza Cucchi: nessuno sarà punito

stefano cucchiSi attendeva da quattro anni la sentenza sul caso di Stefano Cucchi, è arrivata oggi tra le urla dell'aula di tribunale: i medici del Pertini sono stati condannati per omicidio colposo. Due anni di reclusione al primario Aldo Fierro, un anno e quattro mesi per i medici Stefania Corbi, Luigi De Marchis Preite, Flaminia Bruno, Silvia Di Carlo; otto mesi di reclusione per Rosita Caponnetti. La pena verrà sospesa. Sono stati invece assolti gli infermieri e anche i poliziotti, accusati in particolare di aver provocato le lesioni sul corpo di Stefano.

Alla lettura della sentenza è esplosa tra grida e lacrime la rabbia dei presenti.

La sentenza giunge dopo 45 udienze, 120 testimoni auditi e decine di perizie chieste dalle parti e persino dalla Corte. Erano dodici le persone alla sbarra: 6 medici, 3 infermieri e 3 agenti della polizia penitenziaria accusati di abbandono di incapace, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità.

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