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Nuova Zelanda: un altro passo verso il riconoscimento dei diritti degli omosessuali

Nuova Zelanda: un altro passo verso il riconoscimento dei diritti degli omosessuali

Lo scorso 13 marzo, il Parlamento neozelandese ha approvato, in seconda lettura, un emendamento al Marriage Act del 1955, che di fatto regolarizza l'istituzione del matrimonio tra omosessuali. La modifica alla legge è passata con 77 voti favorevoli e 40 contrari ed è giunta dopo un lungo iter, iniziato nel maggio dello scorso anno, con la presentazione, da parte del Partito Laburista, dell'emendamento.

Fondamentale, nel risultato finale, la spaccatura all'interno del National Party, il partito conservatore alla guida del Paese, all'interno del quale 26 deputati su 59 hanno votato a favore del provvedimento. Ha votato in maniera compatta contro la modifica di legge “La Nuova Zelanda per prima”, il partito xenofobo e nazionalista, le cui posizioni restano comunque isolate all'interno dell'Assemblea.

La terza e ultima votazione è probabile che sia poco più di una formalità e potrebbe svolgersi già il mese prossimo. Rispetto al testo passato in prima lettura il 29 agosto scorso, la modifica più importante riguarda l'introduzione di una clausola secondo la quale i celebranti il matrimonio che agiscono per conto di un'organizzazione (una religione confessionale) non sarebbero obbligati a officiare il matrimonio contro le credenze di tale organizzazione.

Soddisfazione per la votazione è stata espressa da Louisa Wall (nella foto), la parlamentare che ha esteso la proposta di legge: “Sono molto eccitata, emozionata come una ragazzina”. La deputata laburista, omosessuale dichiarata, nota nel proprio Paese per aver fatto parte della selezione femminile di rugby, ha poi aggiunto: “Si tratta di un risultato fantastico”. Con lei, a festeggiare fuori dal Parlamento circa 200 persone, in gran parte giovani, che hanno applaudito e acclamato i deputati che hanno votato a sostegno del disegno di legge.

Ultima modifica ilMartedì, 22 Ottobre 2013 10:15
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