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Elezioni CNSU: intervista a Carlo Monticelli (Studenti Indipendenti-Link)

  • Scritto da  Redazione
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Domani e dopodomani le studentesse e gli studenti universitari italiani sono chiamati a votare per l'elezione del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Ne parliamo con Carlo Monticelli, candidato della lista Studenti Indipendenti - Liste indipendenti - Link nel collegio sud.

Per prima cosa ti chiediamo di presentarti: chi sei, da dove vieni e cos'hai da dire?

Ciao a tutti, sono Carlo Monticelli, ho 23 anni e sono uno studente universitario iscritto ad Ingegneria Industriale all’Università del Salento. Nel 2004 ho contribuito a fondare l’Unione degli Studenti di Brindisi, mia città natale, e nel 2009 ho deciso di continuare l’attività politica e di rappresentanza all’interno dell’UDU Lecce. Nel 2011 abbiamo deciso di sconfederarci dall’Unione degli Universitari, perché ormai da molti anni non rappresenta più un organizzazione autonoma e indipendente, e negli anni 2008 e 2010 non è stata capace di vivere le piazze e supportare il movimento studentesco. Dal Novembre 2012, dopo oltre un anno di discussione interna e congressuale, abbiamo deciso di aderire a LINK-Coordinamento Universitario.

Ma questo Cnsu cos'è? Serve a qualcosa?

Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è un organo consultivo del MIUR, che viene convocato dal Ministro ogni volta che deve essere approvato un provvedimento riguardante l’università. Il primo limite di questo organo è proprio il carattere del suo parere: consultivo e non vincolante, il che permette al Governo e al Ministro di poter approvare un provvedimento anche quando il CNSU è contrario. Il secondo limite è la sua composizione e la modalità di elezione: 28 studenti eletti in 4 macro-regioni non permette un adeguata rappresentanza di tutte le tipologie di atenei, molto spesso gli atenei piccoli, in particola al meridione, non riescono ad esprimere dei rappresentanti. Basti pensare che nella storia del CNSU l’Università del Salento ha eletto un solo rappresentante 10 anni fa circa. A tutto questo si aggiunge uno “scollegamento storico” tra CNSU e studenti, molto spesso questo organo è poco conosciuto e non è percepito come un reale luogo di rappresentanza.
Per tutti questi motivi come LINK-Coordinamento Universitario riteniamo che l’organo debba essere riformato, siamo per l’abolizione del CNSU e l’istituzione di una Conferenza studenti-MIUR con rappresentanti eletti su scala d’ateneo o regionale. Il parere delle Conferenza deve essere vincolante, o per lo meno è necessario che sui provvedimenti più importanti quest’organo possa promuovere referendum studenteschi nazionali con parere vincolante.

Quando ci sono stati i tagli della legge 133 e la riforma Gelmini gli studenti non si sono accorti dell'esistenza di quest'organo, ma piuttosto delle piazze piene. Perché dovrebbero parteciparvi ora?

Non penso che mobilitazione e rappresentanza siano in antitesi. Penso che nei luoghi di rappresentanza si abbia la possibilità di poter proporre e discutere il bagaglio di elaborazione del movimento studentesco. In questo momento storico, non si può lasciare la rappresentanza all’interno del CNSU alle sole liste di partito: con la formazione del governissimo Letta, i rappresentanti al CNSU di Pdl, PD e CL si ritrovano a dover supportare una linea governativa comune, il che rischia di assoggettare ulteriormente i pareri del CNSU a quelli del governo. In questo schema di alleanze non vengono rappresentanti i tantissimi studenti che in questi anni si sono mobilitati contro il processo di privatizzazione delle università.

Link 3 anni fa aveva deciso di non partecipare al Cnsu, considerandolo una palestra per burocrati di partito incapace di rappresentare davvero gli studenti. Avete cambiato idea? Ora basta con le mobilitazioni e ci si allinea tutti al ministero?

Come ho detto, non penso che mobilitazione e rappresentanza siano in antitesi. Penso che nei luoghi di rappresentanza si abbia la possibilità di poter proporre e discutere il bagaglio di elaborazione del movimento studentesco. E’ questo il motivo per cui abbiamo deciso di candidarci: intendiamo portare in discussione al MIUR le proposte elaborate negli ultimi anni, dall’AltraRiforma alle 10 Proposte sul DSU. Raccogliamo la sfida di cambiare questo organo dall’interno, dopo non esserci riusciti dall’esterno. In questi anni le piazze non sono state ascoltate dall’intero arco parlamentare e il progetto di privatizzazione dell’università è proseguito a passo spedito, non abbiamo più molto tempo, tra qualche anno questo processo sarà irreversibile. Intendiamo fare opposizione ad ogni singolo decreto attuativo della Riforma Gelmini, e riteniamo che si debbano provare ad utilizzare tutti strumenti a nostra disposizione, dalle piazze agli organi di rappresentanza.

Cosa distingue voi delle altre liste? Cosa credete di poter fare dentro quell'organo?

La nostra lista si chiama Studenti Indipendenti – Liste Indipendenti. Il carattere “indipendente” della lista non è solo formale, ma anche sostanziale. Da quando è stata fondata l’associazione LINK-Coordinamento Universitario l’autonomia politico-economica da qualsiasi soggetto partitico o sindacale è stata la prerogativa che ci siamo posti. In questo momento l’autosussistenza di un’organizzazione nazionale non sembra possibile, ma basta partecipare alle nostre attività politiche per capire che le iniziative che organizziamo sono completamente autofinanziate. Quando organizziamo gli appuntamenti nazionali dormiamo nel sacco a pelo in qualunque stagione o città, ma nonostante questo in soli quattro anni abbiamo un patrimonio di elaborazione politica su scuola, università, diritti e beni comuni ben superiore a quello di tante altre organizzazione partitiche e sindacali.
Se saremo eletti, le priorità sulle quali ci concentreremo sono: la riforma del CNSU e la modifica sostanziale della riforma Gelmini. Restano da approvare ancora molti decreti attuativi della riforma, primo tra tutti quello sul Diritto allo Studio. In fase di discussione del decreto avanzeremo le dieci proposte sul DSU elaborate negli ultimi mesi e consegneremo al Ministro le firme della petizione “Non c’è più Tempo”.
Infine intendiamo dare voce ai problemi più generali presenti nelle nostre università, dal sotto finanziamento statale alla riduzione dell’offerta formativa

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 14:57
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