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Un referendum studentesco perché non c'è più tempo, perché dobbiamo andare diritti al futuro

Diritti al futuroRiceviamo e pubblichiamo. L'autrice è membro dell'esecutivo nazionale dell'Unione degli Studenti.

Nella fase di stallo politico che tutti noi ci troviamo costretti a vivere, lunedi 15 aprile nei luoghi della formazione qualcosa si è mosso.

La Rete della Conoscenza ha deciso di dare voce agli studentesse e gli studenti di tutta Italia attraverso la partecipazione politica ed i meccanismi democratici, che da troppo tempo sono stati costretti all'immobilità e sono rimasti schiacciati da una fase pre e post elettorale totalmente immobile ed estremamente distante dal disagio sociale e dai movimenti sociali che negli anni precedenti sono scesi nelle piazze di tutto il paese.

Ad una politica assente e lontana, gli studenti della Rete della Conoscenza hanno deciso di contrapporre un'azione diffusa nelle scuole e nelle università del paese, lanciando un Referendum Studentesco, intitolato “Diritti al futuro”, che chiede di esprimersi su 7 temi prioritari per il mondo della scuola, dell'università e della formazione tutta: diritti e futuro, autonomia e democrazia, reddito di formazione, diritto allo studio, stage e tirocini, accesso all'università, valutazione (Invalsi e AVA). Si può votare nelle scuole, nelle università e online fino al 4 maggio.

La sfida che gli studenti si pongono è grande: riattivare partecipazione e riprendere parola.

Riprendere parola sul futuro non solo degli studenti e delle studentesse, ma di tutta la società, e per questo non c'è più tempo.

I tagli al diritto allo studio sono sempre più insostenibili e scuole e università sono ogni giorno meno accessibili, più selettive e competitive. Per i giovani del nostro paese studiare, avere una formazione, non è più una sicurezza, gli studenti/stagisti vengono sfruttati dalle aziende senza che venga garantito loro alcun diritto, l'autonomia scolastica è utilizzata ormai come solo orpello retorico per tentare di far entrare fondazioni ed enti, privati e pubblici, all'interno dei luoghi della formazione, la valutazione tramite l'INVALSI mostra sempre più il suo unico scopo: incasellare e classificare.

Nelle mobilitazioni degli ultimi anni gli studenti sono riusciti a porre, e a imporre, al centro del dibattito pubblico il tema della scuola e dell'università e anche oggi, come ieri, questa è un'esigenza primaria, specialmente quando il mondo della formazione sembra essere scomparso dalle priorità di qualsiasi forza politica.

Le questioni trattate nel Referendum sono fondamentali per tutto il Paese, perchè parlano di un tema generale fondamentale per ogni cittadino.

Lo strumento del referendum, un diritto regolato dalle scuole dall'art. 2 comma 5 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, sarà uno dei modi per dimostrare che gli studenti hanno ben chiare le idee e il modello di scuola, di università e di futuro che intendono costruire.

Il mondo della formazione è sotto attacco da troppi anni, vedere l'Italia tra gli ultimi posti nelle classifiche che valutano il numero di investimenti in cultura e istruzione è ormai una costante.

L'unica vera arma nelle mani delle studentesse e degli studenti nelle scuole e nelle università è sperimentare nuove forme di partecipazione reale, dal basso, democratica e informata che permetta di riaprire un dibattito reale, influente e partecipato sui saperi, i quali sono ingabbiati, resi forzosamente scarsi e competitivi e schiavi di un modello economico e finanziario che ha provocato la crisi, aumentando le disuguaglianze.

I saperi, e quindi ogni luogo della formazione, devono essere liberi e aperti, fonte di emancipazione individuale ma soprattutto collettiva, le scuole e le università motori del cambiamento che vogliamo costruire e vedere nella società, il diritto allo studio come diritto di cittadinanza.

Non c'è più tempo, è necessario far alzare un grido da tutte le scuole e tutti gli atenei d'Italia che dimostri che le studentesse e gli studenti che negli anni sono scesi nelle piazze sono pronti per continuare a lottare per un modello di scuola, università e società diverso.

Ultima modifica ilMartedì, 22 Ottobre 2013 10:17
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