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FIOM: grande vittoria a Melfi

  • Scritto da  Filippo Riniolo e Roberto Iovino
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FIOM: grande vittoria a Melfi

Tutto comincia nella calda estate del 2010. Tre operai iscritti alla FIOM - Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli - ricevono un telegramma perentorio: la FIAT non si sarebbe più avvalsa delle loro prestazioni. L'accusa è di aver “interrotto la produzione”, nella sostanza per aver bloccato un carrello, utilizzato da altri operai, durante uno sciopero interno. 

Un mese dopo il licenziamento dei tre operai, il giudice del lavoro giudicò antisindacale il comportamento dell'azienda e ordinò il loro reintegro. Il 14 luglio 2011, però, la sentenza fu ribaltata: un altro magistrato, Amerigo Palma, accolse il ricorso della Fiat e i tre operai furono licenziati.

Oggi, subito dopo la sentenza della corte d'appello di Potenza, il legale della Fiom Franco Focareta, ha dichiarato che il verdetto “conferma l'antisindacalità del comportamento della Fiat”. Una grande vittoria sul piano dei rapporti sindacali che comporta il reintegro immediati dei tre lavoratori sul loro posto di lavoro. Qualora lo ritenesse opportuno - come già annunciato da FIAT in queste ore -  l'azienda può ancora ricorrete in cassazione, anche se apparirebbe più una forma di ritorsione che una normale procedura legata al presunto fatto commesso dai tre operai. Una sorta di casus belli per affermare il principio di colpirne tre, in questo casi Giovanni, Antonio e Marco, per educare tutti. Nel senso che l'interesse di FIAT - come più volte ricordato da questo giornale e l'estromissione della FIOM dagli stabilimenti -  sembra più legato all'obiettivo di anestetizzare qualsiasi forma di rivendicazione sindacale, ricattando (neanche tanto implicitamente) chi ha dovuto esprimersi tramite i referendum sugli accordi che hanno portato alla newco di Pomigliano e al nuovo regime aziendale di Mirafiori. 

Non bisogna sottovalutare il fatto che la notizia arriva nel giorno in cui la FIAT annuncia che proprio lo stabilimento di Melfi sospenderà la produzione della Punto dal 23 marzo al 2 aprile e nei giorni 6, 13, 16 e 20 aprile. I circa cinquemila operai dello stabilimento saranno collocati in cassa integrazione, ma non solo. Proprio a Melfi pochi mesi fa l'eclatante denuncia di un operaio -  il video fu trasmesso in esclusiva da Servizio pubblico - minacciato dal suo caposettore proprio per il suo attivismo sindacale. L'operaio, prima della sua denuncia, si vide mettere ai margini della produzione in attesa di "nuova collocazione". Nonostante la propaganda FIAT e di Marchionne provi a raccontare una realtà diversa, negli stabilimenti tira una brutta aria, sperando che questo provvedimento dei giudici di Potenza inverta questa tendenza. 

ecco il video-denuncia

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